SETTEMBRE, PRONTI PER RICOMINCIARE?

Settembre un mese entusiasmante: nuovi inizi e buoni propositi. È un po’ come gennaio, ma con più grinta e carattere. Le giornate sono quasi sempre belle, il cielo è terso e l’aria frizzante. Di solito le frasi più ricorrenti sono: “A settembre mi iscrivo in palestra“, seguita da “A settembre mi metto a dieta“. E così ci si scrive in palestra, ci si mette seriamente di impegno, per poi arrivare al mese successivo a saltare qualche giorno per motivi vari. Dieta è di per se è una parola triste, per definizione, antipatica. È sinonimo di privazione, divieti. Tanto più duri da sopportare se qualcuno ti ha costretto a seguirla e ami la buona cucina. Lo sostiene con enfasi il dottor Massimo Gualerzi nel suo libro “La Dieta SuperSalute: il metodo cronobiodetox per essere più magri,  più forti, più sani ” (Sperling&Kupfer). Ancora una volta è il corretto stile di vita il nostro miglior alleato. Trattarsi bene vuol dire usare il buon senso, anche tavola, secondo poche e semplici regole. Senza estremismi. Ma è solo dopo aver capito che ciò che conta è l’equilibrio nel piatto e la necessità di cercare l’armonia con l’ambiente che ci circonda, che molti di noi smettono di fare diete estreme e iniziano a tenere uno stile alimentare che centri l’obiettivo della salute e anche del peso.

Ma come fare per non affrontare grandi sacrifici e essere sani e in forma? Per prima cosa bisogna fare ordine nella propria alimentazione . Ordine significa mangiare tre volte al giorno seduti, dedicando almeno 30 minuti ad ogni pasto e masticando a lungo. Ordine significa limitare o, per chi vuole, anche eliminare, cibi troppo grassi (per esempio carne, uova, latte e formaggi) e prodotti troppo raffinati e zuccherati che impediscono al nostro corpo di cambiare, attrezzarsi per fare attività fisica a casa, in palestra, in ufficio, in vacanza! Volete stare bene? Fate sport. Volete dimagrire? Fate sport. Volete combattere l’ipertensione? Fate sport. Stop quindi all’interruzione del nostro allenamento durante le vacanze estive: l’attività fisica deve essere introdotta nel nostro stile di vita e non considerata alla stregua di una dieta lampo!

Ma c’è un altro segreto per aiutarvi a perdere peso e stare meglio. Il trucco è provare per una decina di giorni almeno ad evitare qualsiasi prodotto da forno (pane, pizza, focaccia, ti gialle, grissini, cracker, brioche, biscotti, Ecc.).  Purificarsi. Questa è davvero una sfida. In Italia abbiamo una grande tradizione legata a tali prodotti che, ahimè, sono anche di una bontà infinita, ma che purtroppo hanno un effetto molto contraente sul nostro organismo. Provate semplicemente a vivere come se il forno non esistesse. Eliminando per un po’ di tempo i prodotti da forno, vi sentirete da subito più leggeri, con una resa migliore non solo sul corpo ma anche sul livello di attenzione, ma soprattutto vedrete che la voglia di dolce o di stimolanti, tipo caffè e cioccolato, inizieranno a diminuire.

Come sempre, provare per credere!

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DIMAGRIRE A NATALE.

Nei giorni di festa, soprattutto nelle giornate di Natale e Capodanno, tendiamo a mangiare molto senza controllare i cibi che ingeriamo. Chiaramente in questi giorni particolari possiamo mangiare tutto ciò che la tradizione ci impone, ma non dobbiamo aspettare la fine delle vacanze per seguire un’alimentazione più regolare. Fin da subito possiamo aiutare il corpo a non accumulare le calorie ingerite in eccesso. Per questo motivo è utile, nei giorni subito dopo Natale, ma lo stesso subito dopo il capodanno, seguire la dieta disintossicante di SuperSalute. Tale dieta permette di eliminare le sostanze che provocano intasamento del nostro intestino e permette anche di ridurre quel fastidioso gonfiore addominale tipico delle feste.

La SuperSalute in generale comincia sempre da qui. La fase della disintossicazione è fondamentale per tutti. Occorre seguire questa fase per almeno 3 giorni. Ciò aiuterà il nostro corpo a ristabilire un corretto equilibrio acido basico, sbloccherà il metabolismo e ci sentiremo subito meglio.

Nella dieta disintossicante si elimina: tutti i prodotti contenenti glutine (pasta, fette biscottate, biscotti etc), alimenti contenenti lattosio (mozzarella, formaggi, ricotta, latte, yogurt), carne, uova, lieviti (pane, pizza), solanacee (pomodori, peperoni, patate, melanzane).

 3 GIORNI DI DIETA DISINTOSSICANTE (PRIVA DI GLUTINE, LATTOSIO, CARNE, LIEVITI, ZUCCHERI E POVERA DI SALE):

COLAZIONE

– Acqua con aceto di mele in fiala o in compresse

– Frutta fresca 150g

– Frutta secca 20g o frullato/centrifuga di frutta e verdura di stagione

SPUNTINO

– Frutta secca (14 mandorle o 6 noci)

PRANZO (Bere 2 bicchieri di acqua a temperatura ambiente prima del pasto)

– Cereali senza glutine  (riso, mais, miglio, quinoa, grano saraceno, amaranto)

Affiancare sempre della verdura cruda oltre i 200g (lattuga, radicchio, carote, zucchine, germogli di soia, cetrioli, finocchi). Condire con sale, olio e succo di limone.

MERENDA

– Tè o tisana senza zucchero, con spezie

– Frutta secca (14 mandorle o 6 noci)

-Juice antiage dv

CENA (Bere 2 bicchieri di acqua a temperatura ambiente prima del pasto)

– Pesce azzurro (sardine, aringhe, acciughe, sgombro, aguglie)

– Legumi

-Quinoa solubile in polvere

Affiancare sempre verdura cotta oltre i 200g 

DOPO CENA, EVENTUALMENTE:

– Tisana o tè senza zucchero

– Frutta secca

Quantità totale della giornata per alcuni alimenti non presenti:

– Sale iodato 5g (CRUDO)

– Olio extravergine d’oliva 30g (CRUDO)

 Acqua 2l

Dr. Massimo Gualerzi, Medico Cardiologo autore del libro “La Dieta SuperSalute. Il metodo CRONOBIODETOX per essere più MAGRI, PIU’ FORTI, PIU’ SANI“, Sperling&Kupfer. www.massimogualerzi.com

 

LA MENTE CONTROLLA IL GRASSO: ecco come lo STRESS ci fa ingrassare e cosa puoi fare TU per impedirlo.

Viviamo in una società con un livello di stress molto elevato. Ogni giorno è un corri corri, sempre di fretta.
Ti svegli al mattino, ti prepari di fretta, corri per portare i bambini a scuola dandogli da mangiare merendine e cereali allo zucchero, poi sei seduto in macchina nel traffico nell’ora di punta, le scadenze al lavoro ti mettono pressione, corri per tornare a casa, corri per portare i bambini a fare sport e per andarli a prendere, corri per preparare la cena (scommetto che un sacco di volte sei troppo stanco per cucinare e finisci per ordinare una pizza a domicilio o prepari a casa cibi già pronti), corri per terminare il lavoro che ti sei portato a casa, forse hai anche tempo per guardare mezz’ora del tuo programma televisivo preferito, poi è il momento di mettere tutti a letto e ti svegli la mattina dopo per rifare tutto da capo!

Tutto questo non rende solo la giornata stressante , ma quando lo fai per anni il tuo corpo inizia effettivamente ad invecchiare ad una velocità incredibile.

 Ecco perché lo stress ti fa aumentare di peso

Ricerche scientifiche mostrano che il legame tra stress e aumento di peso è molto più forte di quanto si pensava anni fa. Un recente studio condotto dal Georgetown Med Center ha dimostrato che i topi sotto stress aumentavano di peso più facilmente, anche se il loro apporto calorico non cambiava. Gli scienziati inoltre affermano che dopo 3 mesi, questi stessi topi diventavano due volte più obesi dei topi che non venivano sottoposti a stress, anche se mangiavano la stessa quantità di cibo!

Quindi, lo stress porta davvero ad un aumento di peso? Beh, la risposta è sì. MA non è così per tutti. Alcune persone perdono appetito e perdono peso quando sono stressate (Io sono una di queste persone. Mangiare è l’ultima cosa a cui penso quando sono stressato dal lavoro e dagli impegni). PeròSE sei già in sovrappeso o ci sei vicino, allora lo stress ti porterà ad aumentare di peso.

Ti renderà anche più difficile perdere peso o mantenere un peso equilibrato.

Ma cos’è esattamente lo stress?

Lo stress è il modo in cui il corpo risponde a qualsiasi tipo di esigenza. Può essere causato sia dalle esperienze positive che da quelle negative. Quando c’è qualcosa che ti stressa, il tuo corpo reagisce rilasciando sostanze chimiche nel sangue. Queste sostanze chimiche ti danno più energia e forza, il che può essere una buona cosa se lo stress è causato da un pericolo fisico. Ma può anche essere una cosa negativa, se lo stress è in risposta a qualcosa di emotivo e non riesci a “sfogare”questa energia e questa forza supplementare.

I due ormoni principali che vengono rilasciati sono il cortisolo e l’adrenalina (epinefrina). Le ghiandole surrenali sono responsabili della produzione degli ormoni dello stress. Il cortisolo e l’adrenalina ci preparano per le emergenze. Questa risposta di stress è radicata nel nostro dna dall’inizio dei tempi ed è stata fondamentale per la nostra sopravvivenza perché ci ha permesso di stare in allerta per essere pronti a combattere o fuggire (questo è il motivo per cui è chiamata “risposta combatti o fuggi”).

Ora, questa risposta andava bene quando dovevamo affrontare un sacco di pericoli che minacciavano la nostra vita (come ad esempio quando una tigre dai denti a sciabola cercava di mangiarci). Lo stress che dobbiamo affrontare oggi, però, è molto diverso. È più mentale ed emotivo (ora il lavoro può essere la tigre dai denti a sciabola che ti insegue). Ma il corpo risponde ancora allo stesso modo, perché non conosce la differenza tra lo stress fisico e lo stress mentale.

 Perché quando sei stressato ingrassi?

Lo stress e l’aumento di peso vanno di pari passo. Prima di tutto gli effetti negativi dei livelli di cortisolo più alti portano alla soppressione della funzione tiroidea e a squilibri nei livelli di glicemia. Il tuo corpo funziona diversamente e il grasso viene creato e immagazzinato sula pancia. Questa è una delle zone più pericolose in cui il grasso può essere immagazzinato ed è collegato a diversi problemi di salute e malattie gravi.

La quantità di cortisolo che viene prodotto varia da persona a persona. Gli studi hanno mostrato anche che le persone che secernono livelli più alti di cortisolo, in risposta allo stress, tendono a mangiare di più. Ed il cibo che scelgono è solitamente pieno di carboidrati e zuccheri. Questo perché gli ormoni dello stress sono “creati”dai grassi e dagli zuccheri, per cui il tuo corpo ne desidererà sempre di più e creerà più ormoni dello stress. Questo diventa un circolo vizioso che ti fa ingrassare e mangiare sempre di più.

Inoltre, lo stress è noto per rallentare il metabolismo in alcune persone. Naturalmente, quando questo accade, è più facile e molto più probabile che aumenti di peso. Ti potresti anche sentire pieno, ma hai ancora fame. Potresti mangiare la stessa quantità di cibo, ma quando sei stressato il tuo corpo non brucia più le calorie ala stessa velocità. Quindi hai un “eccesso”di energia (che deriva dalle calorie che ingerisci) che viene convertita e trasformata in cellule di grasso. Ora torniamo al cibo: lo stress può anche decidere i cibi di cui hai voglia. Quando ti senti triste e depresso è molto più probabile che sceglierai i cibi più grassi, pieni di sale o di zucchero. Mangiare un’insalata non ti fa sentire meglio, quindi, è normale che preferisci un gelato, una pizza o un hamburger con le patatine fritte.

Oltre agli attacchi di fame incontrollati, lo stress può anche creare disturbi alimentari e la fame emotiva. Le variazioni di cortisolo aumentano l’energia nervosa immagazzinata nel corpo. Quando questo accade ti sembra naturale mangiare qualsiasi cosa e tutto quello su cui riesci a mettere le mani. Non hai bisogno di mangiare così tanto cibo, ma divorarlo ti fa sentire meglio, almeno sul momento.

Al contrario, quando produci meno ormoni dello stress hai meno voglia di mangiare ciambelle e tavolette di cioccolato. Quindi, respira profondamente, liberati dalla tensione e riempi la tua mente di pensieri felici per superare gli elevati livelli di stress.

 Sei un mangiatore emotivo?

Gli scienziati usano il termine “fame emotiva”per descrivere il modo in cui molte persone si curano da sole o affrontano i sentimenti negativi come la depressione, l’ansia, lo stress e la noia. Può anche essere innescata dalla stanchezza e dalla spossatezza.

Gli studi in realtà confermano che le persone sottoposte a stress cronico tendono ad aumentare di peso sia per i cambiamenti ormonali sia perché si concentrano sul cibo come fonte di sollievo.

Questi chili extra ti possono far sentire più stabile, appagato o isolato dal mondo, o possono essere un modo per sfuggire per un po’ da tutto ciò che accade intorno a te. A volte la gente mangia per riempire un vuoto interiore o per far fronte ad un disagio emotivo.

Importante: se sei stressato invecchi dai 9 ai 17 anni più velocemente!

Sì, hai capito bene. Questo è stato scoperto di recente da Elisa Epel, dottore di ricerca in Psicologia presso l’Università della California. Ecco la sua citazione diretta:

“Da 50 anni sappiamo che lo stress contribuisce all’ipertensione, alle malattie cardiovascolari, all’insulino-resistenza ed alle malattie autoimmuni, malattie che possono ridurre la durata della nostra vita. Ma non avevamo alcuna documentazione diretta di come lo stress influenzi l’invecchiamento a livello cellulare. Il mio team ha identificato notevoli cambiamenti nel DNA dei globuli bianchi delle donne stressate. Quando sono stati sottoposti a stress emotivo prolungato i telomeri, i rami alle estremità di ciascun cromosoma che consentono la replicazione cellulare, sono apparsi più corti. Quando i telomeri diventano troppo corti, le cellule non possono dividersi e muoiono prima. Sulla base della lunghezza dei telomeri, abbiamo stimato che le cellule delle donne oggetto di studio erano invecchiate di 9-17 anni. È possibile che quante più cellule muoiono, tanto più evidenti diventano gli effetti visibili dell’invecchiamento, come le rughe e la vista diminuita.”

Come puoi capire, nella vita non vale la pena stressarsi. E puoi salvare la tua bellezza e mantenere il tuo peso se solo… TI RILASSI!

Ora non preoccuparti, tra poco ti fornirò alcune soluzioni che possono aiutarti con i tuoi livelli di stress cronico. Presta molta attenzione e leggi assolutamente questo articolo più di una volta!

 I 5 segreti: “sbloccare” la tua mente brucia grasso

  1. Il successo lascia tracce:non cercare di scoprire l’acqua calda. Parla con persone che sono riuscite a perdere peso e non sono più ingrassate. Presta attenzione al loro modo di pensare e al loro atteggiamento.
  2. Non esistono fallimenti, ma solo risultati:è da qui che devi iniziare a cambiare la tua mentalità. Nulla di ciò che fai può essere un fallimento se impari da esso. Ricorda che se conosci di più, fai anche di più. Pensa a Thomas Edison. Ha “fallito” 10.000 volte prima di creare la lampadina. Ma quando gli è stato chiesto com’è riuscito a perseverare e a non mollare, ha detto che ha scoperto 10.000 modi per non creare una lampadina. Non ha mai fallito.
  3. La gente ha tutte le capacità di cui ha bisogno per avere successo:Quindi, se lo vuoi, avrai successo. Questa è una promessa. Quello che ti manca sono le abilità richieste per cambiare. Ma queste te le darò io. Devi solo usarle e applicarle. La conoscenza di per sé non è potere, ma conoscenza + azione = potere. Quello che manca alle persone è il “fare”. Non succederà nulla fino a quando non muovi qualcosa.
  4. Le persone più flessibili sono quelle che affronteranno con successo le situazioni problematiche per ottenere il cambiamento desiderato:devi adattarti ed essere flessibile per perdere peso. È praticamente impossibile per chiunque fare sempre le stesse cose e non cambiare mai. La vita cambia sempre. Fai del tuo meglio e se inizi ad allontanarti dal tuo obiettivo, torna indietro e leggi il punto 3 della lista.
  5. La tua massima priorità emozionale deve essere l’innato desiderio di sentirti amato e apprezzato:è ciò che guida le nostre azioni. Ecco perché tutti cercano sempre di apparire al meglio davanti agli altri. Non mi credi? Fai un passo indietro per un secondo e rifletti sul perché fai le cose che fai…e guardati anche intorno. Ti sarà tutto più chiaro : )

Beh, spero che ti sia piaciuto questo articolo. Questi sono i tuoi compiti a casa: voglio che tu faccia una lista di 10 cose che pensi che dovrebbe avere un atteggiamento mentale sano. Io ti darò la mia. Modificala in modo da adattarla a te il più possibile. Leggila ogni giorno per un mese. Alcuni dicono che una nuova abitudine si crea in 21 giorni. Per esserne sicuri diamole un mese!

 I 10 elementi di un atteggiamento mentale sano e di successo

Questo è un esempio di come vorrei che fosse il tuo atteggiamento mentale:

  1. Cerca di avere una maggiore consapevolezza e apprezzare di più te stesso e il tuo corpo.
  2. Ritagliati un po’ di tempo ogni giorno per eseguire rituali per rilassarsi o meditare. Fai yoga o tai chi (incredibile per ridurre lo stress), leggi la Bibbia, prega e sii grato. (queste sono idee, anche se sono cose nuove, provale e decidi quella che ti piace)
  3. Mantieni e coltiva i rapporti con gli amici stretti.
  4. Cerca di adattarti alle condizioni mutevoli.
  5. Fai sempre un po’ di attività fisica e segui un’alimentazione sana e mangia bene.
  6. Ridi un sacco; una buona commedia può davvero farti sentire meglio. Puoi anche sforzarti di sorridere (credimi questo funziona a meraviglia ed è contagioso).
  7. Divertiti e svolgi delle attività: non essere a-sociale!
  8. Cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, con un atteggiamento ottimista e pieno di speranza.
  9. Cura sempre il tuo aspetto e il tuo corpo. Non trascurarti. Il tuo aspetto esteriore è un riflesso di quello che hai dentro! (non prendere alla lettera questa frase, però se la pensi in questo modo può aiutarti a perdere peso  )
  10. Non lasciare che le preoccupazioni ti impediscano di vivere bene; allontanale. Non preoccuparti per le sciocchezze!

 Prova tu stesso ad applicare qualcuno dei miei consigli. Poi mi raccomando scrivimi e raccontami i tuoi risultati!

Dr. Massimo Gualerzi, cardiologo fondatore del Metodo SuperSalute

 

CAFFE’: PROPRIETA’ ED EFFETTI

Del caffè e dei suoi effetti sull’organismo se ne sono sentite davvero di tutti i colori. C’è chi sostiene che la bevanda sia nemica del cuore e chi, al contrario, afferma che addirittura sia benefica in tal senso, aiutando a tenere sotto controllo le aritmie cardiache. Numerosi sono comunque stati, negli ultimi anni, gli studi sulle proprietà e gli effetti del caffè.

Tra gli effetti del caffè più studiati ci sono le sue proprietà antidolorifiche, dato che la caffeina potenzia l’azione dei classici analgesici, soprattutto nel contrastare il mal di testa. Grazie inoltre alle sue proprietà antiossidanti, dovute alla presenza di polifenoli, il caffè svolge anche un’azione preventiva sulle malattie cardiovascolari sullo scompenso cardiaco, sull’ipertensione, sulla riduzione della colesterolemia e sulle infiammazioni, sfatando quindi il mito del caffè pericoloso per il cuore.

Bisogna però ricordarsi che, solo qual ora il caffè venga preparato  lasciando la polvere in infusione nell’acqua (caffè americano) e assunto ad alte dosi, il passaggio nella soluzione di alcuni composti lipidici chiamati diterpeni può alzare i livelli di colesterolo nel sangue. Tuttavia, la tradizionale preparazione “all’italiana” del caffè – che non lascia in infusione la polvere nell’acqua ma ne estrae le essenze aromatiche – fa sì che i componenti dannosi non passano nella bevanda. In questo senso, è inutile chiedere il decaffeinato, dato che il processo per eliminare la caffeina lascia inalterati i diterpeni.

Gli effetti negativi del caffè su cuore e coronarie non sono mai state dimostrate su studi di popolazione, ma solo su alcuni gruppi di individui particolarmente sensibili alla caffeina, per i quali si evidenziano, oltre le 7-8 tazzine al giorno azione prevalentemente gastriche (acidità) o cronotrope (tachicardia). Ma bisogna ricordare appunto che, nella popolazione generale esista la dimostrazione di come l’assunzione del caffè sia addirittura inversamente correlato al rischio di sviluppare insufficienza cardiaca, ipertensione e dislipidemia  con grande beneficio dalle 4 tazzine in su!

Le persone che soffrono di acidità gastrica dovrebbero invece preferire il decaffeinato, anche se in questo caso sarebbe meglio eliminare dalla dieta tutte le bevande che contengono caffeina (come ad esempio la cola ma anche il tè), nonché diminuire il volume dei pasti e ridurre la quantità di bevande gassate e alcoliche.

Al contrario, le persone che fanno fatica a digerire troveranno giovamento dal classico caffè di fine pasto: stimola la produzione della bile e losvuotamento della cistifellea, e addirittura sembra possedere un effetto preventivo sulle malattie del fegato.

Chi soffre di mal di pancia o di stitichezza farebbe comunque bene ad evitare il caffè, considerati i suoi effetti negativi sull’intestino, tali da farcontrarre la muscolatura intestinale e da facilitare la perdita di liquidi tramite un’azione diuretica. Ragion per cui il caffè vanta anche un effetto lipolitico, cioè favorisce il dimagrimento: la caffeina stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico e la termogenesi, aumentando la quantità di calorie  bruciate.

Il caffè ha effetti anche sul sistema nervoso. In particolare, le sue proprietà stimolanti lo rendono adatto nel dare una carica di energia e una rapida sveglia quando si desidera essere subito efficienti dopo una pausa. Effetti positivi del caffè si riscontrano anche sull’attenzione e sulla memoria, anche se in alcuni casi può provocare crisi d’ansia o palpitazioni intense. Chi è predisposto all’insonnia, invece, farebbe meglio a bere il decaffeinato.

Tornando agli effetti positivi, altri studi hanno invece confermato che il caffè svolge anche un’azione protettiva verso le malattie degenerative del sistema nervoso, come l’alzheimer e il parkinson.

In definitiva, si può affermare con sicurezza quello che molti amanti del caffè sospettano già da tempo: il caffè aiuta la salute del cuore e del sistema cardiovascolare. Può avere effetti invece controversi sullo stomaco e sul tubo digerente essendo utile per la digestione ma potenzialmente irritante la mucosa gastrica per chi soffre di gastrite. Infine sul sistema nervoso può, in dosi appropriate, stimolare l’apprendimento e la memoria contribuendo alla protezione delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale, mentre una quantità maggiore può, soprattutto a chi è sensibile, indurre ansia e agitazione.

Di seguito alcuni Abstract di articoli sullo studio degli effetti del caffè.
J Am Coll Cardiol. 2013 Sep 17;62(12):1043-51.
Effects of habitual coffee consumption on cardiometabolic disease, cardiovascular health, and all-cause mortality.
O’Keefe JHBhatti SKPatil HRDiNicolantonio JJLucan SCLavie CJ.
Source
Mid America Heart Institute at Saint Luke’s Hospital of Kansas City and University of Missouri-Kansas City, Kansas City, Missouri. Electronic address:jokeefe@saint-lukes.org.
Abstract
Coffee, after water, is the most widely consumed beverage in the United States, and is the principal source of caffeine intake among adults. The biological effects of coffee may be substantial and are not limited to the actions of caffeine. Coffee is a complex beverage containing hundreds of biologically active compounds, and the health effects of chronic coffee intake are wide ranging. From a cardiovascular (CV) standpoint, coffee consumption may reduce the risk of type 2 diabetes mellitus and hypertension, as well as other conditions associated with CV risk such as obesity and depression; but it may adversely affect lipid profiles depending on how the beverage is prepared. Regardless, a growing body of data suggests that habitual coffee consumption is neutral to beneficial regarding the risks of a variety of adverse CV outcomes including coronary heart disease, congestive heart failure, arrhythmias, and stroke. Moreover, large epidemiological studies suggest that regular coffee drinkers have reduced risks of mortality, both CV and all-cause. The potential benefits also include protection against neurodegenerative diseases, improved asthma control, and lower risk of select gastrointestinal diseases. A daily intake of ∼2 to 3 cups of coffee appears to be safe and is associated with neutral to beneficial effects for most of the studied health outcomes. However, most of the data on coffee’s health effects are based on observational data, with very few randomized, controlled studies, and association does not prove causation. Additionally, the possible advantages of regular coffee consumption have to be weighed against potential risks (which are mostly related to its high caffeine content) including anxiety, insomnia, tremulousness, and palpitations, as well as bone loss and possibly increased risk of fractures.
Copyright © 2013 American College of Cardiology Foundation. Published by Elsevier Inc. All rights reserved
Circ Heart Fail. 2012 Jul 1;5(4):401-5. doi: 10.1161/CIRCHEARTFAILURE.112.967299. Epub 2012 Jun 26.
Habitual coffee consumption and risk of heart failure: a dose-response meta-analysis.
Mostofsky ERice MSLevitan EBMittleman MA.
Source
Cardiovascular Epidemiology Research Unit, Department of Medicine, Beth Israel Deaconess Medical Center, Harvard Medical School, Boston, MA 02215, USA.
Abstract
BACKGROUND:
There have been discrepant findings on the association between coffee consumption and risk of incident heart failure.
METHODS AND RESULTS:
We conducted a systematic review and a dose-response meta-analysis of prospective studies that assessed the relationship between habitual coffee consumption and the risk of heart failure. We searched electronic databases (MEDLINE, Embase, and CINAHL) from January 1966 through December 2011, with the use of a standardized protocol. Eligible studies were prospective cohort studies that examined the association of coffee consumption with incident heart failure. Five independent prospective studies of coffee consumption and heart failure risk, including 6522 heart failure events and 140 220 participants, were included in the meta-analysis. We observed a statistically significant J-shaped relationship between coffee and heart failure. Compared with no consumption, the strongest inverse association was seen for 4 servings/day and a potentially higher risk at higher levels of consumption. There was no evidence that the relationship between coffee and heart failure risk varied by sex or by baseline history of myocardial infarction or diabetes.
CONCLUSIONS:
Moderate coffee consumption is inversely associated with risk of heart failure, with the largest inverse association observed for consumption of 4 servings per day.
Comment in
Letter by Palatini regarding article, “Habitual coffee consumption and risk of heart failure: a dose-response meta-analysis”. [Circ Heart Fail. 2012

Pol Merkur Lekarski. 2013 Sep;35(207):133-5.
[The effect of coffee on blood pressure at healthy subjects].
[Article in Polish]
Bielesz KStrzelczyk WPoniewaz MSokołowski FWelsyng DRucińska MNawrocki S.
Source
Students’ Group in association with Department of Oncology, Medical University of Warmia and Mazury in Olsztyn, Poland.
Abstract
Coffee is one of the most popular beverages. Its stimulatory effects comes from the natural alkaloid- caffeine. Caffeine is the antagonist of the adenosine receptors A1 and A2. Caffeine acts chronotropic positive and increases heart action; inotropic positive and increases cardiac contraction; tronotropic positive and increases hearts muscular ton, brain’s vascular stenosis, vasodilatation of coronal vessels, renal vessels, muscular vessels and skin vessels. The aim of the study was determination of coffee effect on blood pressure in healthy subjects.
MATERIAL AND METHODS:
17 healthy subjects (age 22-44 years; median 22 years) was included. There were two experiments. Experiment 1: examined persons drank instant coffee with or without caffeine. Experiment 2: examined persons drank natural coffee with or without caffeine. The blood pressure and pulse were examined before coffee drinking and 15 and 30 minutes after (in experiment 1) and only 30 minutes after (in experiment 2).
RESULTS:
The blood pressure was increased on 10 mmHg or more in 9-40% of examined subjects in all groups, but there were no significant difference between groups. The pulse increased (10 or more per minute) was observed only in one person and decrease was observed in three who drank natural coffee with caffeine.
CONCLUSIONS:
In healthy subjects the blood pressure does not increased significantly after caffeine consumption. The consumption of caffeine in large doses may be harmful to some hypertensive or hypertension-prone subjects.
Caffeine does not increase the risk of atrial fibrillation: a systematic review and meta-analysis of observational studies.
Caldeira DMartins CAlves LBPereira HFerreira JJCosta J.
Source
Laboratory of Clinical Pharmacology and Therapeutics, Faculty of Medicine, University of Lisbon, Lisboa, Portugal. dgcaldeira@hotmail.com

Abstract
BACKGROUND:
Atrial fibrillation (AF) is the most prevalent sustained arrhythmia, and risk factors are well established. Caffeine exposure has been associated with increased risk of AF, but heterogeneous data exist in the literature.
OBJECTIVE:
To evaluate the association between chronic exposure to caffeine and AF.
DESIGN:
Systematic review and meta-analysis of observational studies.
DATA SOURCES:
PubMed, CENTRAL, ISI Web of Knowledge and LILACS to December 2012. Reviews and references of retrieved articles were comprehensively searched.
STUDY SELECTION:
Two reviewers independently searched for studies and retrieved their characteristics and data estimates.
DATA SYNTHESIS:
Random-effects meta-analysis was performed, and pooled estimates were expressed as OR and 95% CI. Heterogeneity was assessed with the I(2) test. Subgroup analyses were conducted according to caffeine dose and source (coffee).
RESULTS:
Seven observational studies evaluating 115 993 individuals were included: six cohorts and one case-control study. Caffeine exposure was not associated with an increased risk of AF (OR 0.92, 95% CI 0.82 to 1.04, I(2)=72%). Pooled results from high-quality studies showed a 13% odds reduction in AF risk with lower heterogeneity (OR 0.87; 95% CI 0.80 to 0.94; I(2)=39%). Low-dose caffeine exposure showed OR 0.85 (95% CI 0.78 to 92, I(2)=0%) without significant differences in other dosage strata. Caffeine exposure based solely on coffee consumption also did not influence AF risk.
CONCLUSIONS:
Caffeine exposure is not associated with increased AF risk. Low-dose caffeine may have a protective effect.
Nutr Metab (Lond). 2013 Oct 3;10(1):61. doi: 10.1186/1743-7075-10-61.
Coffee polyphenols exert hypocholesterolemic effects in zebrafish fed a high-cholesterol diet.
Meguro SHasumura THase T.
Abstract
BACKGROUND:
Hypercholesterolemia is an important risk factor for the development of coronary artery disease. Some dietary polyphenols, such as coffee polyphenols (CPPs), reduce cholesterol levels. The mechanism of this cholesterol-lowering effect is not fully understood, although 5-CQA, a major component of CPPs, reportedly inhibits cholesterol biosynthesis. Here, we investigated the mechanism of the cholesterol-lowering effect of CPPs on the basis of cholesterol metabolism-related gene expression in the liver. We also examined the effects of CPPs on vascular lipid accumulation in zebrafish with high cholesterol diet-induced hypercholesterolemia.
METHODS:
Over 14 weeks, adult zebrafish were fed a control diet, a high-cholesterol diet, or the latter diet supplemented with CPPs. To measure the extent of vascular lipid accumulation, for 10 days larval zebrafish (which are optically transparent) were fed these same diets with the addition of a fluorescent cholesteryl ester.
RESULTS:
In adult zebrafish, addition of CPPs to a high-cholesterol diet significantly suppressed the increase in plasma and liver cholesterol levels seen when fish ingested the same diet lacking CPPs. Transcription levels of the liver genes hmgcra (encoding 3-hydroxy-3-methylglutaryl-coenzyme A reductase A, a rate-limiting enzyme in cholesterol biosynthesis) and mtp (encoding microsomal triglyceride transfer protein, a lipid transfer protein required for assembly and secretion of lipoproteins) were significantly lower in fish fed the CPP-containing diet than in fish fed the unsupplemented high-cholesterol diet. In contrast, the expression level of the liver gene cyp7a1a (encoding the cytochrome P450 polypeptide 1a of subfamily A of family 7, a rate-limiting enzyme for bile acid biosynthesis) increased significantly upon consumption of the CPP-containing diet. In larval fish, accumulation of fluorescently labeled cholesterol in the caudal artery was greatly reduced on the CPP-containing diet.
CONCLUSIONS:
CPP ingestion suppressed cholesterol accumulation in the plasma, liver, and vascular system of zebrafish. Downregulation of cholesterol and lipoprotein synthesis and upregulation of bile acid synthesis in the liver may be the fundamental underlying mechanisms by which CPPs exert their hypocholesterolemic effects. CPP intake may help prevent and manage hypercholesterolemia in humans, and further investigations along these lines using a variety of CPP dose rates are warranted.

 

LA DIETA SUPERSALUTE: BASTA DIGIUNI. SENTIRSI IN FORMA MANGIANDO BENE È POSSIBILE

Un articolo sul portale http://www.medicinaoltre.com pubblicato in data 29 giugno 2016 parla di noi!

Arriva l’estate e porta con sé la solita valigia colma di diete: last minute, fai da te, spesso dannose a spirito e salute. Eppure una dieta migliore esiste, ed è quella che si può seguire tutta la vita, senza terrorismi, senza privazioni e soprattutto consapevolmente. Basta imparare a mangiare, con piacere. Questo insegna Massimo Gualerzi, cardiologo esperto in prevenzione cardiometabolica, nel suo “La dieta SuperSalute” (Sperling & Kupfer, 2016, pp.240, 17 euro), un libro che in nove capitoli racconta, con numerosi esempi e test, il metodo SuperSalute. Un approccio dietologico moderno e personalizzato, perché non siamo tutti uguali: c’è chi tende ad ingrassare nella parte inferiore del corpo, il morfotipo “a pera”, c’è chi ha gambe magre e morfotipo “a mela”, e per ognuno il regime alimentare dev’essere calibrato. Secondo Gualerzi, la “dieta giusta” esiste: consente di trarre energia e dormire meglio, di prevenire le malattie e le infiammazioni e di rallentare l’invecchiamento, in poche settimane, scegliendo cibi divertenti e gustosi.

Quattro i pilastri su cui si basa la dieta SuperSalute: prima di tutto la cronobiologia, ossia la scelta degli alimenti giusti al momento giusto seguendo le stagioni dell’orto ma anche l’orologio del corpo; poi la fase biodetox, ovvero una tre giorni preparatoria per purificarsi, sostituendo, ad esempio, il sale con le spezie; di conseguenza una lista di alleati da preferire a tavola, dalla frutta secca ai cereali integrali; infine, ultima ma non ultima per importanza, la consapevolezza, ingrediente indispensabile per cambiare stile di vita. Perché, come scrive Gualerzi, “l’accumulo di grassi non è solo antiestetico, ma soprattutto conseguenza di uno stile di vita sbagliato, un avvertimento del nostro corpo”. Tornare a conoscersi, quindi, ma anche “cominciare a scegliere di mangiare in maniera più appropriata ed evitare che sia il cibo a scegliere noi”, per abitudine, per la troppa fretta o ancor peggio per seguire diete massacranti e inutili.
Nel libro, le ricette della naturopata ed esperta di cucina naturale Silvia Strozzi aiutano ad arricchire con gusto la propria tavola. Per riuscire a farcela, cambiare vita e, soprattutto, fare il pieno di energia e salute. Anzi, di Supersalute.
Massimo Gualerzi è cardiologo, esperto in prevenzione e riabilitazione delle malattie cardiovascolari. È stato per quindici anni dirigente medico nell’Unità di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare della Fondazione Don Gnocchi all’Università di Parma. Attualmente è direttore delle terme di Salsomaggiore e di Tabiano. È autore e coautore di diverse pubblicazioni scientifiche internazionali e tiene corsi in tutta Italia sui temi del benessere e della SuperSalute, seguiti ogni anno da migliaia di medici. A Parma ha fondato una palestra medica unica nel suo genere e molto frequentata. Per Sperling & Kupfer ha già pubblicato con Claudio Rinaldi il libro “SuperSalute”.
Titolo: La dieta super salute
Autore: Massimo Gualerzi
Editore: Serling & Kupfer
Pagine: 228
Prezzo: 17,00 euro