L’IMMAGINE CORPOREA

Come succede a tanti, probabilmente anche voi vi trovate troppo bassi, troppo alti, troppo grassi, non abbastanza abbronzati… Siete convinti di avere una quantità di difetti che gli altri magari non vedono neanche: poco seno, cosce troppo grosse, muscolatura scarsa ecc. La lista potrebbe essere lunga. Avere delle imperfezioni fisiche è assolutamente normale, ma talvolta queste sono fonte di insoddisfazione corporea e la loro mancata accettazione può provocare grande sofferenza. L’immagine del corpo è una rappresentazione mentale: ciascuno di noi ha in mente un’immagine del proprio corpo e del proprio aspetto e questa è il risultato dell’interazione fra il corpo, la psiche, la propria storia personale e l’ambiente. Nel 1992, un ricercatore (Thompson) ha spiegato che le valutazioni negative del proprio aspetto fisico sono da attribuire a tre componenti:

La componente percettiva (o distorsione corporea):  e’ il grado di inesattezza con cui si percepisce il proprio fisico. Per esempio “mi vedo brutta e grassa”.

La componente attitudinale (o insoddisfazione corporea): è costituita dalla mancanza di soddisfazione, dalla preoccupazione e dall’ ansia che si provano nei confronti del proprio corpo, verso il quale si elabora una valutazione cognitiva negativa. Per esempio: “mi fa star male vedere questo grosso neo, mi rovinerà la vita”.

La componente comportamentale: entra in gioco, per esempio, quando si evitano delle situazioni che mettono a disagio con il proprio fisico; oppure è rappresentata da altri comportamenti deleteri, quali paragonarsi ad altri, correggere il proprio aspetto in maniera esagerata…Per esempio: “quando mi vedo allo specchio scappo”.

L’insoddisfazione corporea è l’espressione emotiva di un vissuto corporeo negativo e, solitamente, si manifesta quando c’è una differenza vistosa fra la realtà del proprio corpo e l’immagine che se ne ha. Quando il nostro corpo sembra lontanissimo dall’aspetto fisico ideale, quell’immagine diventa fonte di sofferenza e inquietudine. L’immagine negativa del proprio corpo può influenzare tutta una serie di ambiti della vita e:

  • diminuire l’autostima;
  • generare ansia nel campo delle relazioni sociali;
  • comportare difficoltà nei rapporti sessuali;
  • essere correlata a una depressione;
  • provocare problemi alimentari.

 Se la vostra sofferenza è notevole non abbiate timore: rivolgetevi a un professionista, che potrà sostenervi e aiutarvi nella ricerca del benessere psicofisico.

Roberta Bianchi, Psicologa-Psicoterapeuta

Bibliografia

T.F. Cash, The Body Image Workbook, 1997.

William R. Miller e Stephen Rollnick, Il colloquio motivazionale. Aiutare la persona a cambiare, Erikson, 2014.

Anne Marrez e Maggie Oda, Quaderno d’esercizi per imparare ad accettare il proprio corpo, 2015.

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PORTA LA BELLEZZA NEL PIATTO

 Dicono che l’uomo sia quello che mangia. E ormai sappiamo tutti che il cibo è ben più che mero nutrimento: è un modo per esprimere e chiedere amore, concedersi gratificazione, domandare attenzione, riempire baratri di paure o combattere solitudini. Mangiamo troppo, mangiamo poco, mangiamo male. La differenza la fa spesso il modo in cui mangiamo, l’attenzione a quel che mettiamo nel piatto, sia come contenuto sia come forma.

Porta la bellezza nel piatto!

Non serve essere grandi chef e a praticare la nobile arte dell’impiattare. Ci si ciba prima con gli occhi e solo dopo con la bocca. Anche il manicaretto migliore, sano e realizzato con materia prima a chilometro zero e di stagione, gettato a cucchiaiate informi in un piatto, perde ogni attrattiva. Dopo aver fatto la spesa con coscienza e cucinato con amore, concludi in bellezza impiegando un po’ di tempo per scegliere il piatto giusto, alternare i colori, creare delle disposizioni originali, aggiungere un decoro ottenuto per esempio con un goccio di crema di aceto balsamico o un ricciolo di carota. Se serve qualche minuto in più per portare la pietanza in tavola, sarà ben speso.

Una tavola ben apparecchiata e un piatto che si presenta bene sono segno di amore e di rispetto, anche quando si mangia da soli. Portare creatività, originalità e gradevolezza estetica in quel che si propone a colazione, pranzo e cena ha sempre implicazioni positive su appetito, digestione e umore! Non solo a Natale ma anche nel nostro quotidiano. Ce lo dice anche la scienza che il bello è meglio.

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa Psicoterapeuta

LA MENTE CONTROLLA IL GRASSO: ecco come lo STRESS ci fa ingrassare e cosa puoi fare TU per impedirlo.

Viviamo in una società con un livello di stress molto elevato. Ogni giorno è un corri corri, sempre di fretta.
Ti svegli al mattino, ti prepari di fretta, corri per portare i bambini a scuola dandogli da mangiare merendine e cereali allo zucchero, poi sei seduto in macchina nel traffico nell’ora di punta, le scadenze al lavoro ti mettono pressione, corri per tornare a casa, corri per portare i bambini a fare sport e per andarli a prendere, corri per preparare la cena (scommetto che un sacco di volte sei troppo stanco per cucinare e finisci per ordinare una pizza a domicilio o prepari a casa cibi già pronti), corri per terminare il lavoro che ti sei portato a casa, forse hai anche tempo per guardare mezz’ora del tuo programma televisivo preferito, poi è il momento di mettere tutti a letto e ti svegli la mattina dopo per rifare tutto da capo!

Tutto questo non rende solo la giornata stressante , ma quando lo fai per anni il tuo corpo inizia effettivamente ad invecchiare ad una velocità incredibile.

 Ecco perché lo stress ti fa aumentare di peso

Ricerche scientifiche mostrano che il legame tra stress e aumento di peso è molto più forte di quanto si pensava anni fa. Un recente studio condotto dal Georgetown Med Center ha dimostrato che i topi sotto stress aumentavano di peso più facilmente, anche se il loro apporto calorico non cambiava. Gli scienziati inoltre affermano che dopo 3 mesi, questi stessi topi diventavano due volte più obesi dei topi che non venivano sottoposti a stress, anche se mangiavano la stessa quantità di cibo!

Quindi, lo stress porta davvero ad un aumento di peso? Beh, la risposta è sì. MA non è così per tutti. Alcune persone perdono appetito e perdono peso quando sono stressate (Io sono una di queste persone. Mangiare è l’ultima cosa a cui penso quando sono stressato dal lavoro e dagli impegni). PeròSE sei già in sovrappeso o ci sei vicino, allora lo stress ti porterà ad aumentare di peso.

Ti renderà anche più difficile perdere peso o mantenere un peso equilibrato.

Ma cos’è esattamente lo stress?

Lo stress è il modo in cui il corpo risponde a qualsiasi tipo di esigenza. Può essere causato sia dalle esperienze positive che da quelle negative. Quando c’è qualcosa che ti stressa, il tuo corpo reagisce rilasciando sostanze chimiche nel sangue. Queste sostanze chimiche ti danno più energia e forza, il che può essere una buona cosa se lo stress è causato da un pericolo fisico. Ma può anche essere una cosa negativa, se lo stress è in risposta a qualcosa di emotivo e non riesci a “sfogare”questa energia e questa forza supplementare.

I due ormoni principali che vengono rilasciati sono il cortisolo e l’adrenalina (epinefrina). Le ghiandole surrenali sono responsabili della produzione degli ormoni dello stress. Il cortisolo e l’adrenalina ci preparano per le emergenze. Questa risposta di stress è radicata nel nostro dna dall’inizio dei tempi ed è stata fondamentale per la nostra sopravvivenza perché ci ha permesso di stare in allerta per essere pronti a combattere o fuggire (questo è il motivo per cui è chiamata “risposta combatti o fuggi”).

Ora, questa risposta andava bene quando dovevamo affrontare un sacco di pericoli che minacciavano la nostra vita (come ad esempio quando una tigre dai denti a sciabola cercava di mangiarci). Lo stress che dobbiamo affrontare oggi, però, è molto diverso. È più mentale ed emotivo (ora il lavoro può essere la tigre dai denti a sciabola che ti insegue). Ma il corpo risponde ancora allo stesso modo, perché non conosce la differenza tra lo stress fisico e lo stress mentale.

 Perché quando sei stressato ingrassi?

Lo stress e l’aumento di peso vanno di pari passo. Prima di tutto gli effetti negativi dei livelli di cortisolo più alti portano alla soppressione della funzione tiroidea e a squilibri nei livelli di glicemia. Il tuo corpo funziona diversamente e il grasso viene creato e immagazzinato sula pancia. Questa è una delle zone più pericolose in cui il grasso può essere immagazzinato ed è collegato a diversi problemi di salute e malattie gravi.

La quantità di cortisolo che viene prodotto varia da persona a persona. Gli studi hanno mostrato anche che le persone che secernono livelli più alti di cortisolo, in risposta allo stress, tendono a mangiare di più. Ed il cibo che scelgono è solitamente pieno di carboidrati e zuccheri. Questo perché gli ormoni dello stress sono “creati”dai grassi e dagli zuccheri, per cui il tuo corpo ne desidererà sempre di più e creerà più ormoni dello stress. Questo diventa un circolo vizioso che ti fa ingrassare e mangiare sempre di più.

Inoltre, lo stress è noto per rallentare il metabolismo in alcune persone. Naturalmente, quando questo accade, è più facile e molto più probabile che aumenti di peso. Ti potresti anche sentire pieno, ma hai ancora fame. Potresti mangiare la stessa quantità di cibo, ma quando sei stressato il tuo corpo non brucia più le calorie ala stessa velocità. Quindi hai un “eccesso”di energia (che deriva dalle calorie che ingerisci) che viene convertita e trasformata in cellule di grasso. Ora torniamo al cibo: lo stress può anche decidere i cibi di cui hai voglia. Quando ti senti triste e depresso è molto più probabile che sceglierai i cibi più grassi, pieni di sale o di zucchero. Mangiare un’insalata non ti fa sentire meglio, quindi, è normale che preferisci un gelato, una pizza o un hamburger con le patatine fritte.

Oltre agli attacchi di fame incontrollati, lo stress può anche creare disturbi alimentari e la fame emotiva. Le variazioni di cortisolo aumentano l’energia nervosa immagazzinata nel corpo. Quando questo accade ti sembra naturale mangiare qualsiasi cosa e tutto quello su cui riesci a mettere le mani. Non hai bisogno di mangiare così tanto cibo, ma divorarlo ti fa sentire meglio, almeno sul momento.

Al contrario, quando produci meno ormoni dello stress hai meno voglia di mangiare ciambelle e tavolette di cioccolato. Quindi, respira profondamente, liberati dalla tensione e riempi la tua mente di pensieri felici per superare gli elevati livelli di stress.

 Sei un mangiatore emotivo?

Gli scienziati usano il termine “fame emotiva”per descrivere il modo in cui molte persone si curano da sole o affrontano i sentimenti negativi come la depressione, l’ansia, lo stress e la noia. Può anche essere innescata dalla stanchezza e dalla spossatezza.

Gli studi in realtà confermano che le persone sottoposte a stress cronico tendono ad aumentare di peso sia per i cambiamenti ormonali sia perché si concentrano sul cibo come fonte di sollievo.

Questi chili extra ti possono far sentire più stabile, appagato o isolato dal mondo, o possono essere un modo per sfuggire per un po’ da tutto ciò che accade intorno a te. A volte la gente mangia per riempire un vuoto interiore o per far fronte ad un disagio emotivo.

Importante: se sei stressato invecchi dai 9 ai 17 anni più velocemente!

Sì, hai capito bene. Questo è stato scoperto di recente da Elisa Epel, dottore di ricerca in Psicologia presso l’Università della California. Ecco la sua citazione diretta:

“Da 50 anni sappiamo che lo stress contribuisce all’ipertensione, alle malattie cardiovascolari, all’insulino-resistenza ed alle malattie autoimmuni, malattie che possono ridurre la durata della nostra vita. Ma non avevamo alcuna documentazione diretta di come lo stress influenzi l’invecchiamento a livello cellulare. Il mio team ha identificato notevoli cambiamenti nel DNA dei globuli bianchi delle donne stressate. Quando sono stati sottoposti a stress emotivo prolungato i telomeri, i rami alle estremità di ciascun cromosoma che consentono la replicazione cellulare, sono apparsi più corti. Quando i telomeri diventano troppo corti, le cellule non possono dividersi e muoiono prima. Sulla base della lunghezza dei telomeri, abbiamo stimato che le cellule delle donne oggetto di studio erano invecchiate di 9-17 anni. È possibile che quante più cellule muoiono, tanto più evidenti diventano gli effetti visibili dell’invecchiamento, come le rughe e la vista diminuita.”

Come puoi capire, nella vita non vale la pena stressarsi. E puoi salvare la tua bellezza e mantenere il tuo peso se solo… TI RILASSI!

Ora non preoccuparti, tra poco ti fornirò alcune soluzioni che possono aiutarti con i tuoi livelli di stress cronico. Presta molta attenzione e leggi assolutamente questo articolo più di una volta!

 I 5 segreti: “sbloccare” la tua mente brucia grasso

  1. Il successo lascia tracce:non cercare di scoprire l’acqua calda. Parla con persone che sono riuscite a perdere peso e non sono più ingrassate. Presta attenzione al loro modo di pensare e al loro atteggiamento.
  2. Non esistono fallimenti, ma solo risultati:è da qui che devi iniziare a cambiare la tua mentalità. Nulla di ciò che fai può essere un fallimento se impari da esso. Ricorda che se conosci di più, fai anche di più. Pensa a Thomas Edison. Ha “fallito” 10.000 volte prima di creare la lampadina. Ma quando gli è stato chiesto com’è riuscito a perseverare e a non mollare, ha detto che ha scoperto 10.000 modi per non creare una lampadina. Non ha mai fallito.
  3. La gente ha tutte le capacità di cui ha bisogno per avere successo:Quindi, se lo vuoi, avrai successo. Questa è una promessa. Quello che ti manca sono le abilità richieste per cambiare. Ma queste te le darò io. Devi solo usarle e applicarle. La conoscenza di per sé non è potere, ma conoscenza + azione = potere. Quello che manca alle persone è il “fare”. Non succederà nulla fino a quando non muovi qualcosa.
  4. Le persone più flessibili sono quelle che affronteranno con successo le situazioni problematiche per ottenere il cambiamento desiderato:devi adattarti ed essere flessibile per perdere peso. È praticamente impossibile per chiunque fare sempre le stesse cose e non cambiare mai. La vita cambia sempre. Fai del tuo meglio e se inizi ad allontanarti dal tuo obiettivo, torna indietro e leggi il punto 3 della lista.
  5. La tua massima priorità emozionale deve essere l’innato desiderio di sentirti amato e apprezzato:è ciò che guida le nostre azioni. Ecco perché tutti cercano sempre di apparire al meglio davanti agli altri. Non mi credi? Fai un passo indietro per un secondo e rifletti sul perché fai le cose che fai…e guardati anche intorno. Ti sarà tutto più chiaro : )

Beh, spero che ti sia piaciuto questo articolo. Questi sono i tuoi compiti a casa: voglio che tu faccia una lista di 10 cose che pensi che dovrebbe avere un atteggiamento mentale sano. Io ti darò la mia. Modificala in modo da adattarla a te il più possibile. Leggila ogni giorno per un mese. Alcuni dicono che una nuova abitudine si crea in 21 giorni. Per esserne sicuri diamole un mese!

 I 10 elementi di un atteggiamento mentale sano e di successo

Questo è un esempio di come vorrei che fosse il tuo atteggiamento mentale:

  1. Cerca di avere una maggiore consapevolezza e apprezzare di più te stesso e il tuo corpo.
  2. Ritagliati un po’ di tempo ogni giorno per eseguire rituali per rilassarsi o meditare. Fai yoga o tai chi (incredibile per ridurre lo stress), leggi la Bibbia, prega e sii grato. (queste sono idee, anche se sono cose nuove, provale e decidi quella che ti piace)
  3. Mantieni e coltiva i rapporti con gli amici stretti.
  4. Cerca di adattarti alle condizioni mutevoli.
  5. Fai sempre un po’ di attività fisica e segui un’alimentazione sana e mangia bene.
  6. Ridi un sacco; una buona commedia può davvero farti sentire meglio. Puoi anche sforzarti di sorridere (credimi questo funziona a meraviglia ed è contagioso).
  7. Divertiti e svolgi delle attività: non essere a-sociale!
  8. Cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, con un atteggiamento ottimista e pieno di speranza.
  9. Cura sempre il tuo aspetto e il tuo corpo. Non trascurarti. Il tuo aspetto esteriore è un riflesso di quello che hai dentro! (non prendere alla lettera questa frase, però se la pensi in questo modo può aiutarti a perdere peso  )
  10. Non lasciare che le preoccupazioni ti impediscano di vivere bene; allontanale. Non preoccuparti per le sciocchezze!

 Prova tu stesso ad applicare qualcuno dei miei consigli. Poi mi raccomando scrivimi e raccontami i tuoi risultati!

Dr. Massimo Gualerzi, cardiologo fondatore del Metodo SuperSalute

 

10 MOTIVI PER IMPARARE A DIRE “NO”

Le ragioni per cui vale la pena imparare a dire di no, sono:

  1. Tutelare i confini per non dissolvere la propria identità.
  2. Mantenere stabile la propria autostima.
  3. Non ammalarsi. Se siete sottotono, vi sentite spesso stanchi, piangete per un nonnulla, avete speso sintomi indesiderati chiedetevi se siete troppo accondiscendenti. Ogni debito di assertività è un inizio di malattia.
  4. Imparare ad essere veri ed autentici. Con il sapere dire di NO  si accede all’ incorruttibilità etica.
  5. Mantenersi centrate sugli scopi che si intende raggiungere senza sprecare tempo.
  6. Aiutare gli altri a responsabilizzarli senza renderli dei bambini viziati.
  7. Imparare ad essere persone stimate e rispettabili. Nessuno ha simpatia e stima per noi se ci comportiamo come molluschi.
  8. Mantenere la vita sotto la propria guida e prendere al momento opportuno decisioni.
  9. Superare il trip narcisistico del sentirsi indispensabili.
  10. Imparare a dire di SI. Se non sappiamo dire “No” non possiamo neppure definire uno spazio per proferire un “Sì” pregnante di desiderio e di passione.

Tratto da “Assertività ed Emozioni” di F. Nannetti.

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa-Psicoterapeuta

LA COMUNICAZIONE CHE FA BENE ALLA SALUTE

Niente può sopravvivere senza nutrimento. Tutto ciò che consumiamo contribuisce a guarirci o ad avvelenarci.

Alcuni esperti paragonano la comunicazione al nutrimento: tendiamo a pensare al nutrimento solo come a ciò che assumiamo attraverso la bocca, ma anche ciò che consumiamo con gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua e il corpo è nutrimento. Anche le conversazioni che si svolgono intorno a noi e quelle a cui partecipiamo lo sono.

La conversazione è una fonte di nutrimento.  Tutti noi prima o poi ci sentiamo soli e vogliamo parlare con qualcuno. Tuttavia, quando conversiamo con un’altra persona, ciò che essa dice può essere pieno di tossine come l’odio, la rabbia e la frustrazione. Oppure, viceversa, nel rapporto con l’altro può passare rispetto, positività, affetto, collaborazione, amicizia, etc.

La comunicazione che nutre e guarisce è il cibo delle nostre relazioni. Inoltre, tra le competenze di vita (le tanto discusse “life skills”) quella di entrare in comunicazione con gli altri, instaurando e mantenendo relazioni in cui si vive senza provare disagio, è una delle più importanti.

Allora è interessante chiedersi: stiamo consumando e creando il tipo di nutrimento che fa bene alla nostra salute e ci aiuta a crescere?

La comunicazione efficace, che fa bene alla nostra salute e alle nostre relazioni senza farci provare disagio si chiama ASSERTIVITA’. Se la persona passiva evita di esprimere ciò che pensa e desidera e l’aggressivo si relaziona nell’intenzione di dominare, la persona che comunica in modo assertivo non è rinunciatario, rispetta i propri interlocutori ma vuole realizzarsi, perseguire i propri scopi, in sintonia con l’affermazione delle proprie potenzialità, senza per questo “calpestare” gli altri.

Siamo assertivi se:

  • Accettiamo il punto di vista altrui
  • Non giudichiamo
  • Non facciamo sentire inferiori o colpevolizziamo gli altri
  • Ascoltiamo gli altri ma decidiamo in modo autonomo
  • Siamo pronti a cambiare la nostra opinione
  • Non permettiamo che gli altri la manipolino
  • Non pretendiamo che gli altri si comportino come fa piacere a noi
  • Ricerchiamo l’altrui collaborazione
  • Siamo in grado di comunicare le nostre emozioni o stati d’animo
  • Ci valutiamo in modo adeguato

Possiamo imparare a comunicare in modo assertivo e questa modalità sarà fonte di benessere per noi stessi e per chi si relaziona con noi.

La competenza assertiva promuove risorse e sviluppa capacità nei seguenti ambiti:

1) relazionale: in quanto migliora la comunicazione interpersonale, la capacità di avere consenso, di esprimersi autenticamente, di ricevere fiducia, di persuadere;

2) psicologico: in quanto aiuta ad affrontare stati depressivi, stati d’ansia, paure, fobie;

3) psicosomatico: in quanto l’espressione assertiva di alcune emozioni negative permette il superamento di numerose forme di “somatizzazione” (ulcere, artrite reumatoide, tumori, etc.)

4) professionale: in quanto facilita processi di gestione delle risorse umane, attività di empowerment, negoziazione e formazione della leadership;

5) spirituale: in quanto rafforza la volontà, la posizione di uno stato di coerenza tra valori, intenzioni e azioni, l’autodeterminazione e la pratica di un percorso etico orientata all’autenticità e alla libertà. L’assertività ci rende moralmente forte virtuosi ricchi d’amore. Se mi percepisco “debole” rischierò di agire manipolando o dominando, ma se mi sento “forte” non avrò la necessità né di compiacere, ne di impormi, sarò “vero”, onesto e autentico.

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa – Psicoterapeuta