10 MOTIVI PER IMPARARE A DIRE “NO”

Le ragioni per cui vale la pena imparare a dire di no, sono:

  1. Tutelare i confini per non dissolvere la propria identità.
  2. Mantenere stabile la propria autostima.
  3. Non ammalarsi. Se siete sottotono, vi sentite spesso stanchi, piangete per un nonnulla, avete speso sintomi indesiderati chiedetevi se siete troppo accondiscendenti. Ogni debito di assertività è un inizio di malattia.
  4. Imparare ad essere veri ed autentici. Con il sapere dire di NO  si accede all’ incorruttibilità etica.
  5. Mantenersi centrate sugli scopi che si intende raggiungere senza sprecare tempo.
  6. Aiutare gli altri a responsabilizzarli senza renderli dei bambini viziati.
  7. Imparare ad essere persone stimate e rispettabili. Nessuno ha simpatia e stima per noi se ci comportiamo come molluschi.
  8. Mantenere la vita sotto la propria guida e prendere al momento opportuno decisioni.
  9. Superare il trip narcisistico del sentirsi indispensabili.
  10. Imparare a dire di SI. Se non sappiamo dire “No” non possiamo neppure definire uno spazio per proferire un “Sì” pregnante di desiderio e di passione.

Tratto da “Assertività ed Emozioni” di F. Nannetti.

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa-Psicoterapeuta

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LA COMUNICAZIONE CHE FA BENE ALLA SALUTE

Niente può sopravvivere senza nutrimento. Tutto ciò che consumiamo contribuisce a guarirci o ad avvelenarci.

Alcuni esperti paragonano la comunicazione al nutrimento: tendiamo a pensare al nutrimento solo come a ciò che assumiamo attraverso la bocca, ma anche ciò che consumiamo con gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua e il corpo è nutrimento. Anche le conversazioni che si svolgono intorno a noi e quelle a cui partecipiamo lo sono.

La conversazione è una fonte di nutrimento.  Tutti noi prima o poi ci sentiamo soli e vogliamo parlare con qualcuno. Tuttavia, quando conversiamo con un’altra persona, ciò che essa dice può essere pieno di tossine come l’odio, la rabbia e la frustrazione. Oppure, viceversa, nel rapporto con l’altro può passare rispetto, positività, affetto, collaborazione, amicizia, etc.

La comunicazione che nutre e guarisce è il cibo delle nostre relazioni. Inoltre, tra le competenze di vita (le tanto discusse “life skills”) quella di entrare in comunicazione con gli altri, instaurando e mantenendo relazioni in cui si vive senza provare disagio, è una delle più importanti.

Allora è interessante chiedersi: stiamo consumando e creando il tipo di nutrimento che fa bene alla nostra salute e ci aiuta a crescere?

La comunicazione efficace, che fa bene alla nostra salute e alle nostre relazioni senza farci provare disagio si chiama ASSERTIVITA’. Se la persona passiva evita di esprimere ciò che pensa e desidera e l’aggressivo si relaziona nell’intenzione di dominare, la persona che comunica in modo assertivo non è rinunciatario, rispetta i propri interlocutori ma vuole realizzarsi, perseguire i propri scopi, in sintonia con l’affermazione delle proprie potenzialità, senza per questo “calpestare” gli altri.

Siamo assertivi se:

  • Accettiamo il punto di vista altrui
  • Non giudichiamo
  • Non facciamo sentire inferiori o colpevolizziamo gli altri
  • Ascoltiamo gli altri ma decidiamo in modo autonomo
  • Siamo pronti a cambiare la nostra opinione
  • Non permettiamo che gli altri la manipolino
  • Non pretendiamo che gli altri si comportino come fa piacere a noi
  • Ricerchiamo l’altrui collaborazione
  • Siamo in grado di comunicare le nostre emozioni o stati d’animo
  • Ci valutiamo in modo adeguato

Possiamo imparare a comunicare in modo assertivo e questa modalità sarà fonte di benessere per noi stessi e per chi si relaziona con noi.

La competenza assertiva promuove risorse e sviluppa capacità nei seguenti ambiti:

1) relazionale: in quanto migliora la comunicazione interpersonale, la capacità di avere consenso, di esprimersi autenticamente, di ricevere fiducia, di persuadere;

2) psicologico: in quanto aiuta ad affrontare stati depressivi, stati d’ansia, paure, fobie;

3) psicosomatico: in quanto l’espressione assertiva di alcune emozioni negative permette il superamento di numerose forme di “somatizzazione” (ulcere, artrite reumatoide, tumori, etc.)

4) professionale: in quanto facilita processi di gestione delle risorse umane, attività di empowerment, negoziazione e formazione della leadership;

5) spirituale: in quanto rafforza la volontà, la posizione di uno stato di coerenza tra valori, intenzioni e azioni, l’autodeterminazione e la pratica di un percorso etico orientata all’autenticità e alla libertà. L’assertività ci rende moralmente forte virtuosi ricchi d’amore. Se mi percepisco “debole” rischierò di agire manipolando o dominando, ma se mi sento “forte” non avrò la necessità né di compiacere, ne di impormi, sarò “vero”, onesto e autentico.

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa – Psicoterapeuta