SETTEMBRE, PRONTI PER RICOMINCIARE?

Settembre un mese entusiasmante: nuovi inizi e buoni propositi. È un po’ come gennaio, ma con più grinta e carattere. Le giornate sono quasi sempre belle, il cielo è terso e l’aria frizzante. Di solito le frasi più ricorrenti sono: “A settembre mi iscrivo in palestra“, seguita da “A settembre mi metto a dieta“. E così ci si scrive in palestra, ci si mette seriamente di impegno, per poi arrivare al mese successivo a saltare qualche giorno per motivi vari. Dieta è di per se è una parola triste, per definizione, antipatica. È sinonimo di privazione, divieti. Tanto più duri da sopportare se qualcuno ti ha costretto a seguirla e ami la buona cucina. Lo sostiene con enfasi il dottor Massimo Gualerzi nel suo libro “La Dieta SuperSalute: il metodo cronobiodetox per essere più magri,  più forti, più sani ” (Sperling&Kupfer). Ancora una volta è il corretto stile di vita il nostro miglior alleato. Trattarsi bene vuol dire usare il buon senso, anche tavola, secondo poche e semplici regole. Senza estremismi. Ma è solo dopo aver capito che ciò che conta è l’equilibrio nel piatto e la necessità di cercare l’armonia con l’ambiente che ci circonda, che molti di noi smettono di fare diete estreme e iniziano a tenere uno stile alimentare che centri l’obiettivo della salute e anche del peso.

Ma come fare per non affrontare grandi sacrifici e essere sani e in forma? Per prima cosa bisogna fare ordine nella propria alimentazione . Ordine significa mangiare tre volte al giorno seduti, dedicando almeno 30 minuti ad ogni pasto e masticando a lungo. Ordine significa limitare o, per chi vuole, anche eliminare, cibi troppo grassi (per esempio carne, uova, latte e formaggi) e prodotti troppo raffinati e zuccherati che impediscono al nostro corpo di cambiare, attrezzarsi per fare attività fisica a casa, in palestra, in ufficio, in vacanza! Volete stare bene? Fate sport. Volete dimagrire? Fate sport. Volete combattere l’ipertensione? Fate sport. Stop quindi all’interruzione del nostro allenamento durante le vacanze estive: l’attività fisica deve essere introdotta nel nostro stile di vita e non considerata alla stregua di una dieta lampo!

Ma c’è un altro segreto per aiutarvi a perdere peso e stare meglio. Il trucco è provare per una decina di giorni almeno ad evitare qualsiasi prodotto da forno (pane, pizza, focaccia, ti gialle, grissini, cracker, brioche, biscotti, Ecc.).  Purificarsi. Questa è davvero una sfida. In Italia abbiamo una grande tradizione legata a tali prodotti che, ahimè, sono anche di una bontà infinita, ma che purtroppo hanno un effetto molto contraente sul nostro organismo. Provate semplicemente a vivere come se il forno non esistesse. Eliminando per un po’ di tempo i prodotti da forno, vi sentirete da subito più leggeri, con una resa migliore non solo sul corpo ma anche sul livello di attenzione, ma soprattutto vedrete che la voglia di dolce o di stimolanti, tipo caffè e cioccolato, inizieranno a diminuire.

Come sempre, provare per credere!

Annunci

BISCOTTI SUPER SALUTE

Come promesso in uno dei recenti articoli del nostro blog ecco una ricetta per condividere in famiglia una colazione non solo sana ma anche gustosa, in poche semplici mosse!

Ingredienti:

160 gr farina integrale Dolcevitafood;

100 gr  farina di avena;

150 gr farina di mandorle/nocciole;

50 gr semi di chia (frullati);

1 cucchiaino di cremortartaro (facoltativo);

1 punta di cannella;

1 punta di noce moscata;

150 gr succo d’agave;

75 gr olio di girasole/mais;

Preparazione:

In una boule mescolare tutti gli ingredienti secchi,  i liquidi a parte in un frullatore. Appena i liquidi sono pronti aggiungere agli ingredienti secchi ed iniziare ad impastare, prima nella boule e dopo per comodità sul tavolo da lavoro. Formare una palla e lasciare riposare 1/2 ore in frigo. Stendere con il mattarello una sfoglia (tra due fogli di carta da forno) alta 4 mm. Prendere uno stampo per biscotti e ricavarne tanti “tondini”. Mettere su una teglia e infornare (forno già a temperatura) a 160° per 10 min.

Gustare!

LA “RICETTA” PER UN WEEKEND BENESSERE

Il weekend è alle porte e così il momento del tanto atteso riposo dopo una settimana di lavoro diventa spesso un concentrato di appuntamenti, impegni, una fatica, al punto che il lunedi ci sentiamo più stanchi di prima.Il nostro bisogno di benessere e recupero di energie rimane così nel cassetto dei desideri.

Ecco allora i consigli SuperSalute per il weekend tratti da un intervista al Dott. Massimo Gualerzi trasmessa oggi su Radio 24 durante il programma Cuore e Denari.

Massimo Gualerzi, cardiologo fondatore del Metodo SuperSalute, fornisce alcuni suggerimenti per vivere il weekend in benessere:

1) Non cambiare troppo le abitudini durante il fine settimana a meno che non stiamo intraprendendo un viaggio. Spesso tendiamo a concentrare durante il weekend tutto ciò che non riusciamo a fare nel nostro quotidiano. La nostra salute non trae giovamento dalle eccessive sollecitazioni concentrate in quei due soli giorni alla settimana.

2) Alzarsi presto la mattina. Anche qui vale la stessa regola di non stravolgere le nostre abitudini: mantenendo quindi i nostri orari consueti, potremmo approfittare di quell’ora appena svegli per fare attività fisica dopo avere bevuto a digiuno un bicchiere di acqua tiepida con 2 cucchiaini di aceto di mele biologico, vero toccasana per depurare il nostro corpo prima di iniziare la giornata. E come recuperare le energie? Dedicare 15-20 minuti alla pennichella pomeridiana permette al nostro cervello di riposare e da benefici a cascata sulla salute: riduzione dello stress, dei problemi cardiovascolari, miglioramento del metabolismo. Lo confermano le ricerche scientifiche.

3) Valorizziamo il momento della prima colazione rendendolo un concentrato di benessere e di energia per il nostro weekend. La maggior parte degli italiani non cura il momento della prima colazione per mancanza di tempo. Durante il weekend abbiamo invece una buona occasione per curare questo momento così importante per la nostra salute e sperimentare ricette sane e gustose per il benessere di tutta la famiglia. Nel prossimo articolo proporremo un’appetitosa ricetta per una colazione in SuperSalute adatta a tutta la famiglia.

L’ultimo  suggerimento del Dott. Massimo Gualerzi è dedicato a chi pratica un’attività sportiva a livello agonistico: “idratarsi molto bene e bere acqua con sali minerali prima e dopo lo sport per integrare la perdita degli stessi durante l’attività fisica. Mangiare carboidrati un’ora prima di praticare sport e proteine nella fase successiva all’allenamento”.

Cambiate gradualmente, ma per sempre”, Massimo Gualerzi.

LA COLAZIONE SUPER SALUTE PER I BAMBINI

La prima colazione è un pasto molto importante della giornata: sbagliatissimo saltarla o farla di fretta, senza dedicarle il giusto tempo e la dovuta attenzione nella scelta degli alimenti. Questo pasto infatti, deve coprire il 20% del fabbisogno calorico giornaliero. Diversi studi ci confermano che se i bambini non fanno una corretta colazione, li esponiamo a un maggior rischio di obesità, dovuto ad un maggior senso di fame che li porta ad assumere un apporto calorico maggiore nei pasti successivi.

Inoltre la scuola richiede un certo consumo di energia: bisogna quindi provvedere a riserve glucidiche per non arrivare in deficit con perdita di concentrazione e ridotta capacità mnemonica.

E’ importante dire NO a una colazione “lampo” con merendine confezionate, troppo ricche di grassi-spazzatura e con pochi nutrienti. Meglio qualche minuto in meno di sonno per guadagnarci in salute con una buona prima colazione: nutriente ma leggera e facilmente digeribile, ricca di vitamine e minerali, in grado di fornire tutta l’energia che serve al bambino durante la mattinata.

La giusta colazione è composta soprattutto da carboidrati e in minima parte da grassi e proteine. Inoltre deve essere considerato anche l’apporto in fibre. Queste insieme ai carboidrati complessi esercitano un effetto saziante maggiore evitando l’ipoglicemia reattiva. Infatti una colazione ricca di zuccheri semplici determina un’iperglicemia con conseguente ipoglicemia reattiva dovuta ad un innalzamento repentino di insulina. Ciò significa che dopo poco tempo dalla prima colazione il bambino avrà di nuovo fame, con perdita di energia, che lo porterà sia ad avere un basso rendimento a scuola con perdita di concentrazione, sia a voler mangiare cibi ricchi in zuccheri e grassi, spesso cibi-spazzatura magari alle macchinette, a metà mattina.

Ecco un esempio di colazione SuperSalute: una tazza di quinoa solubile da aggiungere a latte di riso/avena/soia o yogurt di soia bianco, frutta fresca (anche macedonia), frutta secca tritata (noci, mandorle) e frutta seccata (more, lamponi, bacche), semi oleaginosi (lino, chia) e del buon cioccolato fondente (minimo al 70%) in scaglie. Per dolcificare il tutto e renderlo gustoso per i bambini potete utilizzare sciroppo d’acero.

Di fondamentale importanza (sia per adulti che per bambini) è assumere dei liquidi a stomaco vuoto prima di effettuare la colazione . Meglio optare per dell’acqua o una buona tisana, eliminando succhi di frutta zuccherati. Da provare sono anche delle semplici tisane fatte in casa con frutta fresca e delle spezie (ad esempio arancia e cannella o limone e zenzero). L’assunzione di liquidi apporta diversi benefici, in primis l’apparato gastroenterico è vuoto quindi l’acqua passa e pulisce. Mantenere un intestino pulito è importante per prevenire diverse patologie. Inoltre l’acqua prima del pasto favorisce la digestione inducendo i movimenti peristaltici, ovvero i movimenti che permettono l’avanzamento del chimo alimentare.

La prima colazione è anche un momento di condivisione e di relazione: sarebbe quindi meglio che entrambi i genitori si sedessero a tavola con il bambino, consumando il pasto con la dovuta calma (almeno un quarto d’ora è necessario). Sembra impossibile fare questo con i ritmi frenetici della vita di oggi, ma in realtà, se ci si organizza e si prende l’abitudine, non è poi così difficile! Per risparmiare tempo si dovrebbe abituare il proprio figlio a lasciare le cose per la scuola pronte dalla sera prima: lo zainetto con il materiale scolastico, l’abbigliamento e le scarpe per il giorno dopo, ad esempio.

Vista l’importanza e i vantaggi di una buona prima colazione, ne vale proprio la pena!

Chiunque abbia figli conosce le difficoltà pratiche e psicologiche dell’inserire alcuni alimenti salutari nelle abitudini alimentari dei propri figli e per questo motivo nei prossimi articoli descriveremo alcune semplici ma gustose ricette per rendere non solo sani ma anche accattivanti le loro colazioni. Anticipiamo un messaggio fondamentale: per insegnare la SuperSalute ai propri figli, un buon esempio vale più di mille parole.

Le corrette abitudini alimentari e l’atteggiamento positivo della famiglia verso l’alimentazione in genere sono il primo modello, e anche il più convincente, che il bambino coglierà al di la di qualsiasi indicazione verbale.

Non c’è consiglio migliore di un buon esempio!

 

 

 

 

 

 

In SuperSalute con la Zuppa di Miso

Questo piatto è considerato un vero e proprio “super food”, rimedio naturale per eccellenza. La zuppa di miso è un piatto orientale con forti proprietà antinfiammatorie oltre che essere un portento energetico. L’elemento principale di questa zuppa è il miso, ovvero un prodotto lungamente fermentato a base di soia, cereali, acqua, sale e fermenti. La fermentazione del miso, e in ogni caso la fermentazione di alimenti vegetali in generale, rappresenta una forma di predigestione, che rende gli alimenti più digeribili e arricchisce la nostra flora intestinale di enzimi utili al processo digestivo. In Giappone il miso è consumato quotidianamente e, da secoli è stata riconosciuta la sua efficacia per rafforzare l’intestino e la flora intestinale.

Ecco le proprietà che ne fanno un super food: e’ una fonte molto ricca di proteine, sali minerali, è alcalinizzante quindi aiuta a neutralizzare l’eccesso di acidità del nostro organismo, e’ ricco di vitamine soprattutto del gruppo B ed ha il potere di smuovere i ristagni all’interno dell’intestino intervenendo su punti di dilatazione o gonfiore grazie ai fermenti vivi in esso contenuti che nutrono la flora batterica e rafforzano le difese immunitarie. Rappresenta infine un grande aiuto nella prevenzione di ipertensione e di  eccesso di colesterolo.

RICETTA

Ingredienti per quattro persone: 1 cipolla, 1 carota, 3-4 foglie verdi (broccolo, ravanello, porro, sedano, prezzemolo, cipollotto, cavolo cinese, cime di rapa, catalogna), 5 cm di alga wakame, 5-6 tazze d’acqua, 1 cucchiaio di miso per persona, succo di zenzero. Preparazione: mettere in ammollo l’alga wakame per 10 minuti circa. Far bollire l’acqua e tagliare le verdure sottili . Buttare le verdure e l’alga tagliata a striscioline e cuocere con coperchio per cinque 10 minuti. Sciogliere il miso con un po’ d’acqua di cottura e aggiungerlo, mescolare e spegnere. Aggiungere qualche goccia di succo di zenzero e servire. Il miso non va cotto per evitare di uccidere i fermenti e di enzimi presenti.

Provate a rendere questa zuppa compagna di piatti più o meno sostanziosi o alleata quotidiana di salute e ne trarrete tanti benefici.

PORTA LA BELLEZZA NEL PIATTO

 Dicono che l’uomo sia quello che mangia. E ormai sappiamo tutti che il cibo è ben più che mero nutrimento: è un modo per esprimere e chiedere amore, concedersi gratificazione, domandare attenzione, riempire baratri di paure o combattere solitudini. Mangiamo troppo, mangiamo poco, mangiamo male. La differenza la fa spesso il modo in cui mangiamo, l’attenzione a quel che mettiamo nel piatto, sia come contenuto sia come forma.

Porta la bellezza nel piatto!

Non serve essere grandi chef e a praticare la nobile arte dell’impiattare. Ci si ciba prima con gli occhi e solo dopo con la bocca. Anche il manicaretto migliore, sano e realizzato con materia prima a chilometro zero e di stagione, gettato a cucchiaiate informi in un piatto, perde ogni attrattiva. Dopo aver fatto la spesa con coscienza e cucinato con amore, concludi in bellezza impiegando un po’ di tempo per scegliere il piatto giusto, alternare i colori, creare delle disposizioni originali, aggiungere un decoro ottenuto per esempio con un goccio di crema di aceto balsamico o un ricciolo di carota. Se serve qualche minuto in più per portare la pietanza in tavola, sarà ben speso.

Una tavola ben apparecchiata e un piatto che si presenta bene sono segno di amore e di rispetto, anche quando si mangia da soli. Portare creatività, originalità e gradevolezza estetica in quel che si propone a colazione, pranzo e cena ha sempre implicazioni positive su appetito, digestione e umore! Non solo a Natale ma anche nel nostro quotidiano. Ce lo dice anche la scienza che il bello è meglio.

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa Psicoterapeuta

L’INFIAMMAZIONE KILLER

Il Diabete, le malattie cardiovascolari e il tumore hanno un denominatore comune: l’infiammazione cronica. E’ un fuoco nemico che, pur se invisibile ad occhio nudo, ha un ruolo determinante nello sviluppo di queste patologie. Tanto che anche dalla biologia molecolare arriva un monito per fare attività fisica regolaremangiare sano ed evitare di «mettere su pancia».

L’accumulo di grasso, infatti, soprattutto a livello del giro vita (oltre 94-95 cm nell’uomo e 80-82 cm nella donna) scatena un’infiammazione cronica di basso grado che attiva una serie di processi che conducono al diabete e alle malattie cardiovascolari. Ma anche al tumore. Un ruolo chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2 è svolto da «Rankl», una proteina pro-infiammatoria in grado di attivare il fattore di trascrizione NF-kB, uno dei principali attori dell’infiammazione stessa.

E’ la scoperta, giunta a coronamento di un ventennio di studi, presentata da Stefan Kiechl, neurologo di Innsbruck, in Austria, nell’ambito delle «lectures» organizzate dalla Fondazione Sigma-Tau, prima a Roma e poi a Milano, con il patrocinio della Sid, la Società italiana di diabetologia. L’infiammazione alla quale si riferisce Kiechl è molto più subdola di quelle acute e più evidenti, come una flebite oppure una scottatura presa al sole. «E’ un fenomeno occulto – spiega Enzo Bonora, ordinario di Endocrinologia all’Università di Verona e presidente della Sid – ed è per questo motivo ancora più dannoso. Si instaura lentamente e continua per decenni, anche per tutta la vita. Scatenata dall’iperglicemia, ma anche da un eccesso di grassi circolanti nel sangue, l’infiammazione cronica, infatti, danneggia tessuti, organi e apparati, sia nella loro struttura anatomica sia nelle funzioni fisiologiche. Ha insomma – aggiunge – effetti sistemici sull’intero organismo».

A livello dei vasi, per esempio, modifica la loro struttura, ma anche la capacità di produrre sostanze vaso-dilatanti e anti-trombotiche, favorendo così lo sviluppo e la successiva rottura di placche aterosclerotiche, così come la formazione di trombi sulle placche che portano a infarto e ictus. Sul versante metabolico, poi, l’infiammazione può determinare un’alterata secrezione di insulina e può anche ridurre l’effetto biologico dell’ormone. In pratica questa infiammazione rappresenta l’anello di congiunzione tra il diabete e le malattie cardiovascolari.

E tra i protagonisti assoluti di questo processo c’è l’NFkB, un fattore di trascrizione che regola l’espressione di molti geni (stimolandone alcuni e silenziandone altri) e che svolge la sua azione in una sorta di «stanza dei bottoni», posta al crocevia di vie metaboliche di importanza fondamentale non soltanto per i processi che conducono all’aterosclerosi, ma anche alla crescita tumorale. Al momento nella pratica clinica non è possibile «misurare» l’NFkB, ma è possibile dosare nel sangue i livelli di «Rankl», una proteina che, legandosi al suo recettore («Rank»), va ad attivare proprio l’NFkB, il quale, a sua volta, determina e poi mantiene questa infiammazione cronica. Lo studio condotto da Kiechl – in collaborazione con le Università di Verona, Roma, Erlangen, Cambridge e Boston – ha messo in particolare evidenza questo specifico aspetto. Il prossimo passo consisterà nel verificare se l’inibizione della proteina «Rankl» sia realmente in grado di proteggere dal diabete e dalle malattie cardiovascolari.

Il trattamento antinfiammatorio  è di fatto già una realtà, perché molti dei farmaci comunemente in uso per il diabete e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari hanno proprietà antinfiammatorie. La sfida da affrontare nei prossimi anni, però, è quella di ideare possibili interventi antinfiammatori specifici.  Alcune soluzioni promettenti, parte delle quali sono oggetto di studi già in corso, sono, per esempio, il salsalato (un vecchio farmaco contro l’artrite) oppure i farmaci anti-«Rankl» e anti-«Ikk». Ci sono poi il metotrexato (che è un immunosoppressore) e gli inibitori di Lp-Pla2, oltre a una serie di interventi mirati a ridurre i depositi di ferro nel corpo e a modificare il microbioma intestinale, vale a dire la flora batterica che è caratteristica di ogni individuo. Combattere l’infiammazione può migliorare il controllo del glucosio, ma anche contrastare le complicanze vascolari del diabete e, forse, anche le altre sue conseguenze, favorite da un ambiente pro-infiammatorio.

Esiste ormai un filone di ricerca specifico, che vede impegnati sia scienziati europei sia americani, che sta cominciando a fare luce sui meccanismi molecolari e apre la strada verso una possibile terapia mirata. Allo studio ci sono farmaci giudicati promettenti, ma le nuove terapie anti-infiammatorie dovrebbero anche agire sui principali fattori di stress che scatenano l’attivazione immunitaria e l’infiammazione: l’inattività fisica, il sovrappeso e la dieta (e cresce l’attenzione per le potenzialità legate alla modificazione del microbioma intestinale).

Ovviamente lo stile di vita salutare resta lo scudo più efficace. Visto che i tradizionali programmi di intervento sugli stessi stili di vita hanno riportato successi variabili ora l’attenzione si concentra via via su nuovi concetti a vasto raggio. E questi coinvolgono strategie per creare una maggiore consapevolezza dell’opinione pubblica. E i social network sono sempre più al centro di tutto.

Dott. Massimo Gualerzi, Cardiologo.