MANGIARE CONSAPEVOLMENTE

Mangiare può essere uno dei più grandi piaceri della vita ma, se ce ne preoccupiamo troppo, può diventare un peso. Il filosofo francese Voltaire osservo’: “Niente sarebbe più noioso di mangiare e bere se Dio non ne avesse fatto un piacere, oltre che una necessità.

Nutrirsi in maniera sana, evitando ciò che non è necessario e consumando alimenti freschi e integrali è importante, ma ugualmente importante è rilassarsi e godersi il piacere di un pasto senza essere ossessionati dalle calorie.

Il miglior modo per tenere sotto controllo il peso in generale e la percentuale di grasso corporeo è adottare uno stile di vita sano, che comprende un’alimentazione consapevole e regolare esercizio fisico.

Per il tuo benessere prima di mangiare puoi cominciare a porti queste domande:

  • quanta fame ho al momento? Puoi darti un punteggio su una scala da 1 (nessuna fame) a 10 (molta fame)
  • voglio davvero mangiare adesso?
  • come mi sentirò dopo mangiato?

Queste semplici domande ti aiuteranno a scegliere il cibo in base al tuo appetito.

Mangiare in maniera consapevole significa anche prendersi il tempo per cogliere la bellezza e assaporare il piacere del cibo, godendo dei colori, degli aromi, della consistenza e dei sapori di ogni piatto.

Diventando consapevole, sarai tu a voler scegliere alimenti salutari e deliziosi e, così facendo, ti sarà anche più facile dedicare la tua attenzione al pasto. Alla fine, scoprirai che gustare qualcosa di squisito e sano è molto più soddisfacente e appagante che non ingozzarsi di junk food senza pensarci.

Per aumentare ulteriormente questo atteggiamento di consapevolezza, prima di cominciare il tuo pasto fermati e cerca uno spazio di gratitudine dentro di te. Oltre ai benefici sul piano spirituale, la gratitudine innesca una risposta fisiologica positiva che facilita il metabolismo e la digestione.

Consumare un pasto consapevole è molto più semplice quando fai esercizio in maniera regolare. Il moto, infatti, ti aiuta a diventare più sensibile e capace di ascoltare il tuo corpo. Una volta diventato più cosciente dei bisogni del tuo organismo, fare scelte alimentari più sagge è più facile.

Consumando alimenti dalle maggiori proprietà nutritive, inoltre può aiutare a sentirsi sazi introducendo meno calorie, non essendo così costretti a fare rinunce.

Colui che sa apprezzare il vero sapore del cibo, non sarà mai un ingordo; chi invece non è in grado di farlo, non potrà essere altrimenti.”

Henry David Thoreau

Per saperne di più:

I Principi del Mangiare Consapevole sono stati creati dal “Centerfor Mindful Eating” USA, insieme ad una ventina di specialisti mondiali della psicologia e della nutrizione,e sono disponibili gratuitamente sul loro sito web: https://www.thecenterformindfuleating.org/Resources/Documents/principles_handout_1_22.pdf

  • Leggere i principi del mangiare consapevole può migliorare la tua comprensione di questa tematica. Ti suggeriamo di stamparli e cerchiare le parole che ti colpiscono. Ogni volta che lo si fa, qualcosa di nuovo cattura la nostra attenzione!

Roberta Bianchi, Psicologa – Psicoterapeuta

 

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SETTEMBRE, PRONTI PER RICOMINCIARE?

Settembre un mese entusiasmante: nuovi inizi e buoni propositi. È un po’ come gennaio, ma con più grinta e carattere. Le giornate sono quasi sempre belle, il cielo è terso e l’aria frizzante. Di solito le frasi più ricorrenti sono: “A settembre mi iscrivo in palestra“, seguita da “A settembre mi metto a dieta“. E così ci si scrive in palestra, ci si mette seriamente di impegno, per poi arrivare al mese successivo a saltare qualche giorno per motivi vari. Dieta è di per se è una parola triste, per definizione, antipatica. È sinonimo di privazione, divieti. Tanto più duri da sopportare se qualcuno ti ha costretto a seguirla e ami la buona cucina. Lo sostiene con enfasi il dottor Massimo Gualerzi nel suo libro “La Dieta SuperSalute: il metodo cronobiodetox per essere più magri,  più forti, più sani ” (Sperling&Kupfer). Ancora una volta è il corretto stile di vita il nostro miglior alleato. Trattarsi bene vuol dire usare il buon senso, anche tavola, secondo poche e semplici regole. Senza estremismi. Ma è solo dopo aver capito che ciò che conta è l’equilibrio nel piatto e la necessità di cercare l’armonia con l’ambiente che ci circonda, che molti di noi smettono di fare diete estreme e iniziano a tenere uno stile alimentare che centri l’obiettivo della salute e anche del peso.

Ma come fare per non affrontare grandi sacrifici e essere sani e in forma? Per prima cosa bisogna fare ordine nella propria alimentazione . Ordine significa mangiare tre volte al giorno seduti, dedicando almeno 30 minuti ad ogni pasto e masticando a lungo. Ordine significa limitare o, per chi vuole, anche eliminare, cibi troppo grassi (per esempio carne, uova, latte e formaggi) e prodotti troppo raffinati e zuccherati che impediscono al nostro corpo di cambiare, attrezzarsi per fare attività fisica a casa, in palestra, in ufficio, in vacanza! Volete stare bene? Fate sport. Volete dimagrire? Fate sport. Volete combattere l’ipertensione? Fate sport. Stop quindi all’interruzione del nostro allenamento durante le vacanze estive: l’attività fisica deve essere introdotta nel nostro stile di vita e non considerata alla stregua di una dieta lampo!

Ma c’è un altro segreto per aiutarvi a perdere peso e stare meglio. Il trucco è provare per una decina di giorni almeno ad evitare qualsiasi prodotto da forno (pane, pizza, focaccia, ti gialle, grissini, cracker, brioche, biscotti, Ecc.).  Purificarsi. Questa è davvero una sfida. In Italia abbiamo una grande tradizione legata a tali prodotti che, ahimè, sono anche di una bontà infinita, ma che purtroppo hanno un effetto molto contraente sul nostro organismo. Provate semplicemente a vivere come se il forno non esistesse. Eliminando per un po’ di tempo i prodotti da forno, vi sentirete da subito più leggeri, con una resa migliore non solo sul corpo ma anche sul livello di attenzione, ma soprattutto vedrete che la voglia di dolce o di stimolanti, tipo caffè e cioccolato, inizieranno a diminuire.

Come sempre, provare per credere!

PRESSIONE ALTA E ICTUS

Tutti sanno che la pressione quando è alta va abbassata.

Lasciandola libera si è a rischio di infarti, scompenso di cuore, danni renali e soprattutto Ictus. Se poi si mescola tutto ciò nella statistica della previsione di vita, questa si accorcia ove la pressione non sia ben controllata. La dimostrazione indiretta è che da quando si è modificata la dieta, introdotta l’attività fisica nello stile di vita delle persone, ridotto il sale e usati i tanti farmaci che la medicina ha messo a disposizione negli ultimi cinquant’anni, le pensioni di anzianità hanno progressivamente gravato sul nostro erario, piacevolmente per noi. Ma non tutti sanno che se all’ipertensione si associa il diabete, quello che maldestramente un tempo si definiva senile e che oggi si indica con il numero 2, la terapia antiipertensiva ha scarsa o poca azione preventiva sulle complicanze cardiovascolari, pur conservando una riduzione del 28% del rischio di ictus.

E che anche negli ipertesi non diabetici il beneficio di quei farmaci nell’evitare l’ictus è maggiore di quello di ridurre l’infarto, scompensi, ecc.

Mentre tutti sanno, o almeno intuiscono che il traffico dei nostri tempi e soprattutto i suoi rumori fanno aumentare la pressione, i battiti del cuore e quindi anche l’ictus. Lo conferma uno studio danese (European Heart Journal 2011) eseguito sul 50.000 cittadini, nei quali ad ogni aumento di 10 decibel il rischio di ictus aumentava del 14% in media, ma del 27% dopo i 65 anni.

Se a tutti questi dati poi aggiungiamo che il “coccolone”, ossia l’Ictus, è il più temuto sia per il fine vita che per l’invalidità, ne consegue che ogni consiglio del medico onde mantenere il più possibile la pressione entro i limiti indicati dall’OMS va seguito con impegno, quello che oggi fortunatamente la maggioranza dei pazienti persegue.

6 consigli per Detossificare Corpo e Mente

La vita moderna, sempre più frenetica e difficile, è costantemente esposta ad agenti tossici capaci di innescare reazioni degenerative, infiammatorie, ossidative e di invecchiamento del nostro corpo con una velocità maggiore del dovuto. Tale invecchiamento patologico, ben diverso da quello fisiologico, è all’origine di tutte le malattie dell’era moderna. Siamo in continuo adattamento per tenere il ritmo di una vita troppo veloce, troppo in costante cambiamento. Ci siamo mai chiesti cosa succede veramente quando viviamo in questo modo? Generiamo sostanze tossiche di scarto che si accumulano e rendono più difficoltose le vie metaboliche, i processi energetici, contribuendo quindi a ridurre la nostra energia vitale e la nostra sensazione di benessere.
Al giorno d’oggi, grazie alle scoperte scientifiche è possibile rendersi conto di quanto sia importante imparare responsabilmente a prendersi cura  della propria salute, perché non è mai troppo tardi per farlo.
Il primo passo da fare è quello di lavorare sullo stress: con piccoli passi quotidiani rivolti a migliorare la nostra dieta, il ritmo del sonno e l’esercizio fisico. Attraverso un approccio globale possiamo prenderci davvero cura e difendere meglio il nostro corpo e la nostra mente.
Ecco 5 semplici passi per cominciare a detossificarci e ricaricarci di energia:

1) Inizia una FASE di BREVE DIGIUNO NUTRIZIONALE.
Il digiuno breve non deve intendersi come dieta “priva di calorie” ma deve intendersi come dieta normocalorica con una distribuzione decrescente dei tre pasti lungo la giornata: colazione ricca, pranzo moderato, cena leggera.

Benefici detox: Il tuo corpo ha necessità di eliminare le tossine accumulate, quindi scegli periodi durante l’anno in cui purificarlo. Il cambio di stagione, o i momenti in cui hai più tempo per te stesso, come le vacanze, sono momenti adatti per detossificare il tuo corpo.

2) RIPULISCI LA MENTE
Porta la pratica delle tecniche di rilassamento e della meditazione nella tua vita.

Benefici detox: quando sei troppo stressato dai un appiglio alle tossine per invadere il tuo corpo e crei un ponte per le malattie. Prenditi il tempo per ricaricare le batterie e lascia andare gli “abiti negativi” che vestono i tuoi pensieri.

3) RESPIRA PROFONDAMENTE
Quando ti senti stressato focalizza l’attenzione sul tuo respiro per qualche secondo per ritrovare la calma. Percepisci la tua gabbia toracica espandersi e contrarsi mentre espelli l’aria stantia e la sostituisci con nuova aria per riossigenare il tuo sistema psicofisico. Ricordati di espellere l’aria quando puoi, per purificare i tuoi polmoni e il tuo atteggiamento mentale!

Benefici detox: respirare lentamente e profondamente riduce l’afflusso di adrenalina nella risposta del nostro corpo alle situazioni stressanti della nostra vita. L’adrenalina può essere utile nel breve termine ma può anche causare un aumento di tossine nella circolazione del sangue.

4) PRENDITI PIÙ CURA DEL TUO CORPO
Mangia leggero e sano. Elimina l’alcool, smetti di fumare e  riduci il consumo di carne rossa per qualche giorno. Bevi acqua in abbondanza, ti aiuta a rimanere idratato e ad eliminare le tossine.

Benefici detox: eliminando alcool, fumo e cibo spazzatura potrai riattivare il tuo metabolismo, sentirti in salute e pieno di energia.

5) PARLA DEI TUOI PROBLEMI
Molte persone possono apparire sane, ma interiormente non si sentono tali. Il male psichico a volte si trasforma in male fisico, sia  perché le nostre emozioni sono “chimica” nel nostro corpo, sia perché le persone che gestiscono male le proprie emozioni adottano abitudini di vita sbagliate con dannose ricadute sulla salute (Boukaram, 2015). Prendere consapevolezza delle proprie difficoltà  attraverso il dialogo con gli altri può aiutare molto.

Benefici detox: Parlare dei propri problemi può essere terapeutico. In questo modo disinneschi il mediatore chimico della sofferenza (l’adrenalina) disintossicando il tuo organismo.

6) MUOVITI 
Pratica attività fisica e ricorda la regola “poco è meglio che niente“. Cammina, corri, nuota..ma non condurre una vita sedentaria!

Benefici detox: L’ attività fisica ha un potere detossificante e antinfiammatorio. Agisce sul nostro corpo e sulla nostra mente favorendo il rilascio di sostanze attive naturali secrete dal sistema nervoso e benefiche per la nostra salute.

Alcune volte questi consigli non offrono una soluzione istantanea per detossificarti ma possono aiutarti a compiere scelte salutari. Abbiamo bisogno di acquisire consapevolezza dei nostri processi di pensiero, delle nostre azioni o inazioni se vogliamo veramente perseguire l’obiettivo di cambiare le nostre cattive abitudini. Ora che grazie alla scienza sappiamo di più riguardo al lavoro delle tossine sul nostro sistema psicofisico, possiamo scegliere di iniziare alcune azioni correttive detossificanti.

 

Bicchierini allo yogurt & cioccolato fondente

Ecco una ricetta salutare per gli amanti del cioccolato…perché il cioccolato si può gustare sempre, anche in estate! Come poter rinunciare a questa “coccola” tanto amata e benefica per il nostro umore e per la nostra salute fisica anche nei mesi più caldi dell’anno?
Il segreto è abbinarlo nel modo più adatto: in estate è ideale con yogurt e frutta.
Questa ricetta che proponiamo è da provare per un dessert gustoso ma sano e leggero oppure come merenda.

Ingredienti per 4 bicchierini:

250 g yogurt bianco di soia o altro yogurt vegetale;
10 frollini vegani;
Frutta tropicale mista: kiwi, mango, ananas e papaya;
1 cucchiaio di quinoa soffiata;
1 tavoletta di cioccolato fondente Dolcevitafood.

Strumenti: quattro bicchierini di vetro.

Procedimento:

mescolate in una ciotola lo yogurt con il cioccolato Dolcevitafood frantumato in scaglie. Tagliate a cubetti la frutta e sbriciolate. A questo punto basta semplicemente assemblare i bicchierini in questo modo: in ogni bicchierino formate un primo strato di biscotti sbriciolati, copriteli con lo yogurt miscelato alle scaglie di cioccolato, aggiungete uno strato di frutta. Ripetete gli strati di biscotti, yogurt con cioccolato dolcevitafood e frutta. Ultimate con l’aggiunta di quinoa soffiata.
Gustate!

 

Scompensati di cuore e fibrillanti vanno allo Yoga

Lo riferisce la rivista Circulation  interpellando autorevoli esperti che sulla base di alcuni loro risultati hanno unito le conoscenze di base con le osservazioni cliniche. Lo Yoga, come si sa, è un’antica filosofia orientale nella quale si fondono meditazione e pratiche fisiche. Il nome pare abbia una sua radice, lo Yui, ripresa poi dai latini nel verbo iungere, unire e nel suo sostantivo iugum , che indica appunto una specie di giogo tra il pensiero e il movimento fisico. Aggiogare se stesso, dicono quegli esegeti orientali, come un cavallo disposto ad obbedire. La meditazione, ossia la parte filosofica legata alla religione buddista è una componente importante dello yoga perché mette in gioco la psiche mediante il controllo del corpo e dei sensi che “corrono dietro quei cavalli” da domare. In modo da liberare l’uomo da certi vincoli e indirizzare la sua energia vitale lungo canali invisibili, capaci di dare alla vita di ognuno un senso compiuto. Sono stati concepiti e studiati lungo molte generazioni gli esercizi fisici, la parte attuativa e pratica dello yoga, in tutte le sue modalità proposte, le quali sono sempre intimamente collegate con la componente meditativa. Essi sono costituiti, da un lato, da varie posizioni statiche e dinamiche del corpo, assunte con tempi e difficoltà differenti secondo i casi, movimenti in genere armoniosi, mai agonisti, pur avendo talora le caratteristiche dello stretching; e dall’altro, da respirazioni controllate, nelle quali si cerca di far distinguere la componente toracica da quella diaframmatica. Tutte caratteristiche che, per la loro gradualità, il moderato impegno fisico e soprattutto armonizzate con l’equilibrio psicologico, hanno suscitato la curiosità dei cardiologi, impegnati nella riabilitazione dei loro pazienti. Un indirizzo terapeutico questo che viene sempre più spesso proposto per i malati che hanno subito un intervento cardiochirurgico o che sono rimasti a letto per lungo tempo a causa di un infarto o di un’insufficienza cardiaca in cui uno stretto controllo delle reazioni del cuore malato nei confronti dello sforzo fisico e dei turbamenti psicologici generati dalla malattia è sempre utile.
Bridget M. Kuehn, scrittrice di JAMA News, è rimasta affascinata da alcune esperienza di yoga applicato a pazienti con scompenso cardiaco,  con fibrillazione atriale o con pneumopatie croniche in cui la pratica della respirazione controllata, dei movimenti che mettono in moto una migliore circolazione capìllare  e della meditazione, capace di riequilibrare le reazioni del sistema nervoso e psichiche, ha effettivamente prodotto un miglioramento clinico. Sono piccole esperienze, attuate in un numero ristretto di pazienti, ma che consentono di interpretare alcuni possibili adattamenti benefici del nostro organismo, quali una migliore ossigenazione del sangue, un riequilibrio del sistema nervoso simpatico e vagale, a favore di una minore esaltazione del primo e una più efficace azione secondo, un abbassamento dello stato ansioso e un miglior adeguamento all’attività fisica. In fondo , dice madame Kuehn, la scoperta del secolo scorso secondo cui i beta-bloccanti, i farmaci meravigliosi che hanno abbassato la nostra pressione, esaltata da tante abitudini e diete sbagliate, e migliorato il cuore scompensato, era stata in un certo senso preannunciata dalle pratiche yoga, dove una “azione betabloccante” veniva risvegliata in modo naturale sia con gli esercizi che con la meditazione. In fondo, lo yoga riesce ad intervenire anche nella sindrome di adattamento, descritta da Selye come risposta allo stress, regolandola in modo da avere solo gli effetti fisiologici e benefici. A questo punto, dopo queste esperienze  non  ancora ben controllate, bisognerà certamente passare dall’osservazione empirica a una valutazione precisa dei vantaggi che questa pratica millenaria ha sulle risposte dei nostri organi e del cuore in particolare. Sarà compito soprattutto dei cardiologi, che dalla medicina moderna hanno avuto le migliori conoscenze scientifiche e le macchine più sofisticate, studiare la materia assieme ai cultori dello yoga indicandone con dati più precisi i campi di utilizzo. Sperando che quella gloriosa avventura del pensiero umano, ormai diffusa in tutto il mondo, saprà anche integrarsi meglio con la medicina ufficiale e viceversa.

Educazione Alimentare: Focus Adolescenti con il progetto “NutriMente”

SuperSalute ha iniziato il Progetto di Educazione Alimentare “NutriMente che coinvolge gli adolescenti iscritti all’Istituto Tecnico Economico “G.B. Bodoni” a Parma. I Nutrizionisti Dott. Gerardo Sequino e la Dott.ssa Marianna Bianchi stanno seguendo due classi, con ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni; i primi dati emersi, a seguito della compilazione di un Questionario sulle Abitudini Alimentari, sono abbastanza allarmanti e questo ci conferma quanto sia fondamentale l’incremento di progetti, incontri, confronti di educazione alimentare tra i giovani, e non solo.

Ecco alcuni risultati ottenuti dall’indagine: il 90% dei ragazzi consuma carne e/o derivati più di tre volte a settimana. Questo è un dato follemente alto, soprattutto per ragazzi adolescenti che, proprio in questa fase della loro vita, acquisiscono abitudini che più difficilmente cambieranno in futuro.

Uno dei motivi per cui si sceglie di eliminare o ridurre la carne, è la ripercussione benefica di questa scelta sulla salute, soprattutto per quanto concerne la predisposizione a sviluppare patologie cardiocircolatorie e neoplasie. Riguardo ai fattori di rischio, si consiglia di evitare ogni tipo di eccesso a favore dell’equilibrio alimentare. È ormai ampiamente confermato che, oltre ai fattori di rischio non modificabili come l’età, il sesso e il patrimonio genetico, ve ne siano altri, modificabili; tra questi vi sono fumo, sedentarietà, sovrappeso, obesità, glicemia elevata, ipertensione e colesterolo alto.

Il 90% dei ragazzi, inoltre, non consuma frutta secca quotidianamente. Questi alimenti sono fondamentali perchè ricchissimi di acidi grassi insaturi ω-3, il cui consumo abituale è raccomandabile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Essendo ricchi in acidi grassi essenziali, in proteine vegetali e non incidendo sulla glicemia rappresentano un buon pasto spezza-fame per tutti; nello specifico rappresentano, insieme alla frutta fresca, un ottimo spuntino a scuola per mantenerci attivi e concentrati per tutta la mattina.

Il 40% non compie attività fisica almeno 3/4 volte a settimana. Ad ogni età, una regolare attività fisica contribuisce a migliorare la qualità della vita in quanto influisce positivamente sia sullo stato di salute sia sul grado di soddisfazione personale. Riduce i sintomi di ansia, stress, e comporta benefici evidenti per l’apparato muscolare e scheletrico. Per i ragazzi, oltre agli effetti benefici generali sulla salute, l’attività fisica aiuta l’apprendimento, rappresenta una valvola di sfogo alla vivacità tipica della giovane età e stimola la socializzazione!

Il 40% dei ragazzi non fa colazione. Ci siamo dedicati a lungo sull’importanza della colazione, a partire dai bambini. Come già detto in un precedente articolo, questo pasto deve coprire il 20% del fabbisogno calorico giornaliero. Diversi studi ci confermano che se i bambini/adolescenti non fanno una corretta colazione, li esponiamo a un maggior rischio di obesità, dovuto ad un maggior senso di fame che li porta ad assumere un apporto calorico maggiore nei pasti successivi. Meglio, quindi, qualche minuto in meno di sonno per guadagnarci in salute con una buona prima colazione: nutriente ma leggera e facilmente digeribile, ricca di vitamine e minerali, in grado di fornire tutta l’energia che serve ai ragazzi durante la mattinata.

Infine, il 30% non consuma né frutta né verdura quotidianamente. Insieme a questo allarmante risultato, il tutto è aggravato dal fatto che 1 adolescente su 4 frequenta fast-food almeno una volta alla settimana.

I primi risultati di questa ricerca mostrano come la difficoltà più grande che dovremo affrontare sia quella di far capire ai giovani che le cattive abitudini che possiedono, e che ora non trovano quasi alcuna conseguenza, porteranno invece a enormi danni sulla salute negli anni a venire.

Dott. Gerardo Sequino, Biologo Nutrizionista; Dott.ssa Marianna Bianchi, Nutrizionista.

abitudini bodoni