LE DOMANDE CHE AIUTANO A STARE MEGLIO

Dopo un weekend all’insegna del relax ricominciare una nuova settimana di lavoro è spesso fonte di stress! Lo stress ci allontana dai nostri veri bisogni e così dalla possibilità di guadagnare in salute. E allora la parola magica è: rilassamento. E ci sono varie semplici tecniche per raggiungere l’obiettivo: prendere confidenza con la respirazione diaframmatica, con la consapevolezza del respiro, con la contrazione e rilassamento muscolare aiuterà tantissimo; così come abituarsi a dedicare qualche minuto della giornata a pensieri positivi e a visualizzare immagini mentali.

L’efficacia è garantita. – Il Rilassamento è un “farmaco” naturale, senza controindicazioni, da assumere quotidianamente per la nostra salute mentale -.  Queste indicazioni e i seguenti esercizi per il benessere sono tratti dal libroSuperSalute, 7 mosse per dimagrire, restare sani, contrastare l’invecchiamento” del Dott. Massimo Gualerzi. (Ed. Sperling&Kupfer).

Ecco 3 semplici esercizi per il benessere mentale  tratti dal libro “SuperSalute”:

Piccole pause: interrompere il ritmo di lavoro con brevi stacchi nel corso della giornata; sono utilissimi per la mente, che in questo modo si riposa, si “pulisce”. Scrivete immagini e pensieri che vi rendono felici e ripensateli, ogni volta che volete concedervi una pausa salutare.

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Gestione del tempo: focalizzando l’attenzione sui vostri obiettivi prioritari, scriveteli di seguito per importanza e imponetevi di seguire, nella vita, l’ordine che avete stabilito, perché solo rispettando le vostre priorità potrete essere felici.

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Respirazione diaframmatica: misuratevi le pulsazioni e scrivetele qui di seguito (contate i battiti che il vostro cuore fa in un minuto), quindi iniziate respirare profondamente per cinque minuti. Al termine rimisuratevi le pulsazioni e scrivetele: vedrete quanto possono abbassarsi con questa semplice pratica. È la dimostrazione di come un semplice gesto possa modificare l’impatto dello stress sul cuore.
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RECUPERARE LE ENERGIE ATTRAVERSO IL RILASSAMENTO

Ormai abbiamo dimenticato che il corpo ha i suoi tempi e che la mente li deve rispettare. Non farlo equivale a una dichiarazione di guerra dell’esito scontato. Recuperare le energie nel nostro quotidiano, nel nostro tempo libero e durante le vacanze diventa allora fondamentale per la nostra salute. RILASSAMENTO è allora la parola magica. Rilassamento e stress funzionano infatti come l’acqua e l’olio in uno stesso recipiente: non si mescolano mai. Non possono quindi essere presenti contemporaneamente dentro di noi perché si inibiscono a vicenda. In altre parole, se impariamo ad attivare una “risposta di rilassamento”, inibiremo la comparsa di una reazione di stress e recupereremo le energie.

Volete una prova? Secondo alcuni studi praticare il rilassamento con una seduta di training autogeno di 10 -15 minuti equivale a circa due ore di sonno in termini di energia psicofisica recuperata.

Durante l’esercizio avvengono molte modificazioni positive nel nostro organismo:

-si riduce il consumo di ossigeno e il ritmo cardiaco.

– cresce la produzione di endorfine ed encefaline (soppressori naturali del dolore).

-i muscoli si rilassano.

-diminuiscono i dolori articolari e muscolari.

-si abbassa la pressione arteriosa.

-cala la produzione di cortisolo e adrenalina (gli ormoni dello stress).

-aumenta la circolazione sanguigna e l’irrorazione dei tessuti.

Esistono semplici esercizi tratti dalle più efficaci e consolidate tecniche rilassamento da eseguire quotidianamente in poco tempo e in qualsiasi luogo vi troviate (in ufficio, a casa, in vacanza) una volta diventati pratici. Tanti obietteranno “non ho tempo”, “riesco a stento a vedere gli amici”, “la sera arrivo a casa tardi..”. Sono frasi familiari condivise perché le persone, quando pensano di dover introdurre nuove abitudini si lamentano soprattutto di avere poco tempo.Una volta però domandai ad  un grande maestro yoga quanto praticava ogni giorno immaginandomi una risposta decisamente scoraggiante, del tipo “un’ora o due”. Quello che disse fu sorprendente e fece crollare tutti i miei  pregiudizi: “cinque minuti”. Tutti se vogliamo riusciamo a trovare il tempo per cominciare ad introdurre queste pratiche nella nostra vita, impadronendoci così di un valido alleato per allentare le tensioni fisiche e mentali, ridurre l’ansia, far fronte ai disturbi psicosomatici di vario genere (es. cefalea e dolore osteoarticolare, contratture muscolari, problemi respiratori, insonnia, ipertensione), recuperare le energie fisiche e intellettive e uscire dal circuito dello stress per ritrovare un contatto positivo con il proprio corpo e la propria persona.

Cominciamo ora. Approfittiamone delle vacanze!

Dott.ssa Roberta Bianchi, Psicologa Psicoterapeuta

 

BENESSERE E’MUSICA: L’EFFETTO MOZART.

Il concetto di cura si è evoluto nel tempo e ha integrato, oltre all’obiettivo di guarigione, quello di “farsi carico”, di accogliere e preoccuparsi della persona stessa globalmente. E’ proprio dalla felice collaborazione tra il rigore logico della scienza e la creatività coinvolgente dell’arte che nasce, dopo vari confronti e contributi diversi, la musicoterapia.

La musica ha una grande influenza sull’individuo, sul suo sviluppo emotivo, spirituale e culturale e, in particolari situazioni, esercita un vero e proprio potere terapeutico e curativo.
Possiamo definire la musicoterapia come l’utilizzo controllato della musica nel trattamento, nella prevenzione, nella riabilitazione, e nella cura di persone, senza limiti di età, che soffrono di disturbi emotivi, psichici e fisici.
L’utilizzo della musica a scopo terapeutico e preventivo apre al giorno d’oggi un campo di esperienze decisamente vasto e complesso che si interfaccia con molte altre discipline. La musica, insieme alle visualizzazioni, è centrale, ad esempio nelle tecniche di rilassamento in ambito psicologico.
Vi sono infatti studi che hanno evidenziato come le composizioni di alcuni autori esercitino una specifica azione sull’organismo producendo delle modifiche sullo stato fisico e mentale. Tra questi Mozart, il celeberrimo compositore austriaco dalla cui musica è stato studiato ampiamente l’effetto sia a livello organico che psicologico.
Vari esperimenti compiuti anche sugli animali hanno mostrato l’esistenza di un particolare rapporto tra la musica di Mozart e l’organizzazione cerebrale. Si è visto ad esempio che alcuni ratti, sottoposti all’ascolto di brani del compositore austriaco, riuscivano meglio di altri topi, trattati con un diverso genere di musica, a orientarsi in labirinti spaziali. Da qui l’ipotesi che la musica di Mozart rinforzi l’attività intellettuale e aumenti l’apprendimento. Secondo altri studi, la sua musica è rilassante e allo stesso tempo dinamizzante e consente di aumentare la resistenza individuale nelle situazioni di stress.
Questo è il cosiddetto “effetto Mozart”, ovvero una particolare azione della musica del compositore austriaco che influenza l’organizzazione dei circuiti neuronali e rafforza i processi creativi dipendenti dall’emisfero destro associati al ragionamento spazio-temporale.
Uno tra gli studiosi più originali dell’effetto Mozart è Alfredo Tomatis, medico francese di fama internazionale che, dopo numerosi studi e l’impiego terapeutico della musica mozartiana, arrivò a dichiarare: “Mozart è un’ottima madre, provoca il maggior effetto curativo sul corpo umano”. Secondo Tomatis tale “effetto” può costituire un vero e proprio intervento psicologico utile in tutti quei problemi di natura emotiva che riguardano l’essere umano.
A confermare il valore della musica mozartiana è giunto anche il fisico americano Gordon Shaw che rilevò come questa avrebbe un effetto, anche se apparentemente non duraturo, su alcune funzioni cerebrali.
Di seguito il noto musicista Don Campbel che, in un interessante saggio, ha raccolto le esperienze di medici, musicisti e ricercatori, dove si conferma quanto la musica di Mozart, in associazione con i Canti Gregoriani e un certo tipo di jazz, possa influenzare l’ansia e lo stress, nonché agire in modo positivo sulla pressione arteriosa e il dolore.
Ora, a prescindere da comunicazioni sensazionali relative a effetti miracolosi dell’effetto Mozart, come la crescita più veloce delle piante o una maggiore produzione di uova da parte delle oche, le quali hanno un dubbio valore scientifico, sono innegabili una certa azione terapeutica di questa musica e la funzione rilassante e tranquillizzante di alcune sonate mozartiane.
Ciò fa dire che l’ascolto della musica di Mozart può essere un’autentica fonte di benessere per il corpo e per la mente.

Dott.ssa Roberta Bianchi
Psicologa-Psicoterapeuta