BENESSERE E’MUSICA: L’EFFETTO MOZART.

Il concetto di cura si è evoluto nel tempo e ha integrato, oltre all’obiettivo di guarigione, quello di “farsi carico”, di accogliere e preoccuparsi della persona stessa globalmente. E’ proprio dalla felice collaborazione tra il rigore logico della scienza e la creatività coinvolgente dell’arte che nasce, dopo vari confronti e contributi diversi, la musicoterapia.

La musica ha una grande influenza sull’individuo, sul suo sviluppo emotivo, spirituale e culturale e, in particolari situazioni, esercita un vero e proprio potere terapeutico e curativo.
Possiamo definire la musicoterapia come l’utilizzo controllato della musica nel trattamento, nella prevenzione, nella riabilitazione, e nella cura di persone, senza limiti di età, che soffrono di disturbi emotivi, psichici e fisici.
L’utilizzo della musica a scopo terapeutico e preventivo apre al giorno d’oggi un campo di esperienze decisamente vasto e complesso che si interfaccia con molte altre discipline. La musica, insieme alle visualizzazioni, è centrale, ad esempio nelle tecniche di rilassamento in ambito psicologico.
Vi sono infatti studi che hanno evidenziato come le composizioni di alcuni autori esercitino una specifica azione sull’organismo producendo delle modifiche sullo stato fisico e mentale. Tra questi Mozart, il celeberrimo compositore austriaco dalla cui musica è stato studiato ampiamente l’effetto sia a livello organico che psicologico.
Vari esperimenti compiuti anche sugli animali hanno mostrato l’esistenza di un particolare rapporto tra la musica di Mozart e l’organizzazione cerebrale. Si è visto ad esempio che alcuni ratti, sottoposti all’ascolto di brani del compositore austriaco, riuscivano meglio di altri topi, trattati con un diverso genere di musica, a orientarsi in labirinti spaziali. Da qui l’ipotesi che la musica di Mozart rinforzi l’attività intellettuale e aumenti l’apprendimento. Secondo altri studi, la sua musica è rilassante e allo stesso tempo dinamizzante e consente di aumentare la resistenza individuale nelle situazioni di stress.
Questo è il cosiddetto “effetto Mozart”, ovvero una particolare azione della musica del compositore austriaco che influenza l’organizzazione dei circuiti neuronali e rafforza i processi creativi dipendenti dall’emisfero destro associati al ragionamento spazio-temporale.
Uno tra gli studiosi più originali dell’effetto Mozart è Alfredo Tomatis, medico francese di fama internazionale che, dopo numerosi studi e l’impiego terapeutico della musica mozartiana, arrivò a dichiarare: “Mozart è un’ottima madre, provoca il maggior effetto curativo sul corpo umano”. Secondo Tomatis tale “effetto” può costituire un vero e proprio intervento psicologico utile in tutti quei problemi di natura emotiva che riguardano l’essere umano.
A confermare il valore della musica mozartiana è giunto anche il fisico americano Gordon Shaw che rilevò come questa avrebbe un effetto, anche se apparentemente non duraturo, su alcune funzioni cerebrali.
Di seguito il noto musicista Don Campbel che, in un interessante saggio, ha raccolto le esperienze di medici, musicisti e ricercatori, dove si conferma quanto la musica di Mozart, in associazione con i Canti Gregoriani e un certo tipo di jazz, possa influenzare l’ansia e lo stress, nonché agire in modo positivo sulla pressione arteriosa e il dolore.
Ora, a prescindere da comunicazioni sensazionali relative a effetti miracolosi dell’effetto Mozart, come la crescita più veloce delle piante o una maggiore produzione di uova da parte delle oche, le quali hanno un dubbio valore scientifico, sono innegabili una certa azione terapeutica di questa musica e la funzione rilassante e tranquillizzante di alcune sonate mozartiane.
Ciò fa dire che l’ascolto della musica di Mozart può essere un’autentica fonte di benessere per il corpo e per la mente.

Dott.ssa Roberta Bianchi
Psicologa-Psicoterapeuta

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