LA MENTE: IL FUTURO DELLO SPORT

Atleti che vengono osannati per le loro prestazioni, considerate invincibili, descritti come persone dalle doti incredibili, degli eroi; gli stessi atleti però che per un errore commesso, una palla non parata, una gara non vinta, subito vengono messi- totalmente e pubblicamente- in discussione come professionisti. Sottoposti a continue pressioni ad allenamenti intensi e al carico di aspettative non sempre facili da sostenere, devono comunque tenere alta la motivazione, la grinta e l’entusiasmo per dare il massimo la volta successiva.

Tutto questo richiede sicuramente “testa” e “cuore” perché è grazie all’atteggiamento mentale, alla passione, alle emozioni che lo sport gli trasmette che possono continuare tutte le volte a sfidarsi, ad andare oltre, a trovare la giusta concentrazione in quello che stanno facendo.

Un supporto psicologico adeguato pertanto non può che essere una risorsa imprescindibile per l’atleta. Sono gli atleti stessi attraverso la pratica sportiva a raccontare quanto l’aspetto mentale influisca sulla loro prestazione, quanto fa la differenza. Testimoni di questo però lo sono anche tutte le società sportive che creano e sviluppano un ambiente di benessere, attente agli aspetti psicologici e psicopedagogici, in cui lo sport vuol dire anche trasmissione di valori, crescita, formazione dell’individuo come persona non solo ed esclusivamente come atleta.
La figura dello psicologo dello sport, all’interno delle società sportive, può essere davvero quella risorsa in più per garantire il benessere psicofisico dei bambini, degli atleti e di tutti coloro che fanno parte del mondo dello sport.

Rispetto e stima: due presupposti fondamentali per lavorare in ambito sportivo per creare un clima di collaborazione e fiducia; rispetto che ci deve essere anche per la propria professione per tutto quello che è stato il proprio percorso formativo e per tutti gli strumenti acquisiti. La valorizzazione di quello che è il proprio ruolo deve partire in primis dallo psicologo stesso per poi arrivare anche alle società sportive, agli atleti.

La parola “psicologo” non dovrebbe spaventare, creare barriere ma anzi abbattere muri, dovrebbe essere il valore aggiunto, sinonimo di garanzia, di tutela per l’atleta stesso e per la società. Una parola che rimanda che c’è una professionalità, una formazione specifica e qualificata che consente di dare supporto in modo adeguato, valorizzazione che deve partire dal professionista stesso nel momento in cui si appresta a lavorare nell’ambito sportivo chiedendo di essere riconosciuto in qualità di psicologo dello sport e di essere integrato nello staff come tale.

Questo è un primo passo per poter operare in modo efficace ma anche per consentire di riconoscere l’importanza dell’aspetto mentale. Credo fortemente in una concezione integrata che vedo allo psicologo impegnato a lavorare non esclusivamente sulla prestazione sportiva ma che tenga anche in considerazione la persona al di là dell’atleta con tutte le sue caratteristiche. Uno psicologo dello sport con una formazione di stampo terapeutico sicuramente possiede un bagaglio conoscitivo più ampio e ulteriori strumenti che gli consentono di avere una visione più completa dell’atleta non solo dal punto di vista della psicologia sportiva ma anche nella sua globalità come persona tenendo dentro presenti tutti gli aspetti psicologici e relazionali.

Dott.ssa Roberta Bianchi

Psicologa-Psicoterapeuta

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...